(aggiorn. maggio 2013 )

LA NOTTE DEL MAGISTRATO

di: Vittorio Emanuele Falsitta

Pubblichiamo volentieri la presentazione del volume, fattaci pervenire dall'Editore. Si tratta, infatti, di un'opera di grande attualità che, sotto la veste del romanzo noir, cela (e rivela) una realtà, tutt'altro che non referibile a fatti e personaggi realmente esistenti, come si legge nei titoli di coda delle pellicole cinematografiche ispirate ad episodi reali.

La Redazione

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Nella sua casa di campagna, un magistrato già segnato dal peso di sconfitte professionali che gli hanno causato molta sofferenza, si trova improvvisamente solo con se stesso e con fantasmi di notizie che aleggiano nelle stanze vuote. Si crea uno strano cortocircuito, che desta in modo quasi immotivato la sua attenzione e la rivolge contemporaneamente verso un chiacchierato e potente senatore della Repubblica, e verso la presenza del Male nella società umana. Turbato dall'intreccio dei pensieri, il magistrato trova conforto nel ragionarne con un amico avvocato tributarista, capace di sintonizzarsi sulla medesima lunghezza d'onda e di apportare la propria esperienza professionale e di vita. I due decidono di approfondire le loro conoscenze sul senatore Avelli e si trovano a inseguirlo in un intreccio oscuro fatto di grandi studi legali e ragazze scomparse, Agenzia delle Entrate e leggi fiscali compiacenti, cittadini schiacciati dal Potere e potenti corrotti e pericolosi.

 

 

 

Man mano che procedono, appare sempre più・ evidente sia la colpevolezza del senatore, sia la presenza del Male: se ne hanno visioni rapide in un omicidio camuffato da incidente, una messa nera alla quale partecipano insospettabili di alto profilo, un funzionario dell'Agenzia delle Entrate ricattato, una violenta aggressione ai protagonisti, e soprattutto nella vischiosa esistenza di un muro di gomma che reiste a ogni attacco.Muro di gomma che ha il suo culmine nella elezione del senatore Avelli a membro del Consiglio Superiore della Magistratura: quello stesso CSM che dovrebbe decidere circa la correttezza delle azioni del magistrato protagonista. Sullo sfondo, una società italiana sempre più immiserita e incapace di reazioni, sotto il tallone del grande capitale e della finanza internazionale, capaci di far approvare leggi incomprensibili per il comune cittadino, ma strumentali all'accumulo di risorse in paesi compiacenti e fiscalmente privilegiati. A questo punto, non si capisce nemmeno più se sia possibile o valga la pena combattere: per la giustizia, per cambiare le cose, per il proprio orgoglio. Ciò che importa è la consapevolezza che questo mondo esiste, anche perdere ha poca importanza, solo la consapevolezza è importante.