(aggiorn. sett. 2013)

LA PERIZIA CALLIGRAFICA

 

di: Arnaldo e Marco FIORI

Ancora un libro meritevole di essere sottratto all'oblio un po' polveroso... dello scaffale, per essere posto - in bella evidenza, sul tavolo degli operatori di Giustizia (giudici e avvocati), quale strumento di lavoro, capace di risolvere i casi spinosi della ermeneutica documentale, sempre più frequenti nel contenzioso giudiziario sia in ambito civile che penale o amministrativo.

Agli Autori Arnaldo e Marco Fiori va un grazie sincero per avere messo su carta il frutto di intense ricerche ed esperienze quotidiane maturate in lunghi anni di lavoro sul campo..

Nel segnalarlo a quanti ne sapranno apprezzare il valore pratico e culturale, Giustiziaoggi ritiene di rendere omaggio, pubblicando un abstract della efficace prefazione a firma di Sante Bidoli che rappresenta il miglior veicolo per comprendere il contenuto e la finalità dell'opera.

il Direttore Mario Romano

Presentazione di Sante Bidoli (*)

L'opera non è certo un opuscoletto! Si tratta di un lavoro impegnativo, ricco di esemplificazioni e di casi concreti e che presuppone anni di esperienza,di studio e di rielaborazione. Gli autori hanno raggiunto lo scopo prefissato: creare uno strumento che sia di aiuto agli operatori della Giustizia per valutare una perizia grafica.

Dunque, un benvenuto a questo volume con tutti i suoi pregi.

 

Innanzitutto, la chiarezza e la semplicità del linguaggio. Gli Autori non si stancano di ripetere che le perizie calligrafiche debbono essere scritte con un linguaggio comprensibile a tutti e in particolare ai giudici , agli avvocati e ai consulenti.

A buon diritto nel testo si afferma che una perizia grafica, esposta con linguaggio incomprensibile,è come fosse priva di dimostrazione e quindi va rigettata al pari di una sentenza priva di motivazione o con motivazione incomprensibile. Il linguaggio deve rappresentare la realtà in modo appropriato attraverso una serie di astrazioni e di concetti ciascuno dei quali riproduce un aspetto e un meccanismo particolare della realtà (grafica) in esame.

Il linguaggio non è solo quello verbale, ma anche quello visivo,immediato, di tipo simbolico-matematico (diagrammi, istogrammi, curve gaussiane, valori numerici, macrografie, confronti diretti comparativi ecc.) in grado di spiegare in modo semplice e lineare gli aspetti fondamentali della ricerca peritale. (...) Il fatto che la scrittura in esame possa essere alterata volutamente o per interferenze somatiche mette il perito nella necessità di scovare gli aspetti personali più radicati che sono sfuggiti al controllo di chi sta eseguendo un falso. (...) Dunque, la perizia grafica deve essere "scientifica", ma per renderla tale non basta la dichiarazione espressa del perito che afferma di attenersi a criteri scientifici. Tale dichiarazione è indifferente, come bene hanno sottolineato gli Autori. Quello che conta, infatti, non è la dichiarazione di intenti, ma il concreto operare.