(aggiorn.luglio 2013 )

UNA SACROSANTA PROTESTA

di: Luciano CANNATA

Pubblichiamo, senza commenti, la lettera aperta diretta, dall'Avv.Cannata, ai massimi Organi della Magistratura e dell'Avvocatura, all'indomani di un episodio di vita forense, che rappresenta la condizione assurda in cui versa la nostra signora Giustizia ! Allo scopo di raccogliere in un desolante paniere ogni attestazione di fatti analoghi, i Colleghi (che ne abbiano voglia e tempo) potranno indirizzare alla nostra Testata le loro personali esperienze. Poichè - Striscia docet ! - nel nostro bel Paese sembra che bruci solo il ridicolo, Giustiziaoggi publicherà e farà oggetto di comunicato stampa (all' ANSA e ai massimi Canali Tv) le notizie che perverranno, mettendo in mora Ministero e CSM, prima di farsi promotore di uno sciopero bianco in tutti gli Uffici giudiziari della Repubblica, con "richiesta del cancelliere di udienza e rifiuto di espletare le funzioni di supplenza, come amanuense e giudice onorario".Vuoi vedere che la Cancellieri provveda concretamente e non con i soliti palliativi (aumenti dei contributi, allontanamento dei Giudici dal Territorio ecc.): iniziative, queste, che comportano un sicuro...effetto deflattivo, come quello di un originale assessore al traffico che , nell'intento di ridurre il traffico, ordini di disseminare le strade cittadine di chiodi acuminati ! M.R. ^ ^ ^ La presente per segnalare, quanto avvenuto presso la sede staccata del tribunale di Acireale all'udienza del giorno 18/7/2013. Recatomi presso la detta sede alle ore 9.30, per svolgere udienza, ho costatato che nell'aula del Tribunale si affollavano circa 200 avvocati, (oltre a diverse parti e presumo anche testimoni, all'uopo citati ), che con estremo disagio cercavano affannosamente di recuperare ognuno il proprio fascicolo per redigere il verbale da porre alla attenzione del giudice dott. Francesco Lentano.

 

 

In effetti non sono neanche riuscito ad entrare nella detta aula, la quale per quanto grande, essendo quella adoperata anche per le udienze penali, non era in grado di accogliere tale numero di persone. Ho quindi esortato a gran voce i Colleghi a rifiutarsi di svolgere udienza in detto modo, indegno per un paese civile ( ma mi chiedo se il nostro sia in effetti un paese civile, dove ogni giorno il Legislatore si affanna ad inventare nuovi balzelli per il cittadino che voglia chiedere giustizia, infischiandosene se poi detta giustizia è negata ) e li ho esortato ad abbandorare l'aula.Il Giudice sentendo che mi lamentavo a gran voce di detta assurda situazione, ha chiesto di sapere chi fossi, per cui mi sono avvicinato allo scranno del magistrato, insistendo nelle mie lamentele, ed affermando che le stesse erano avanzate a tutela della dignità degli avvocati, dei cittadini e dello stesso magistrato, che certamente in siffatta situazione, non poteva svolgere serenamente il suo lavoro. Altri colleghi hanno convenuto con me che la situazione fosse indecente, per cui in diversi ci siamo rifiutati di svolgere udienza in detto modo e ci siamo allontanati. Molti sono rimasti, ma non mi permetto di criticarli, in quanto il nostro barbaro codice di rito commina all'avvocato decadenze insanabili che in mancaza di sua attività ricadono irrimediabilmente sul proprio assistito. La presente quindi per segnalare il profondo sdegno di un avvocato che da trentacinque anni svolge il proprio lavoro e che nel vedere lo sfacelo della Giustizia non intende essere considerato suddito ma Cittadino. (*) Avvocato del Foro di Catania Segretario Sezione ANAI di Catania __________ Per una precisa scelta editoriale di Giustiziaoggi, tutti gli articoli che parlano di giustizia, sono preceduti dall'immagine tratta dal bel libro di un Magistrato, non privo di sana auto-ironia. Il Direttore Responsabile