TRA SOGNO E ANGOSCIA

 

di MARGERITA MORELLI

Medici, Ingegneri, avvocati, docenti e consulenti del lavoro : a questi professionisti che, a sorpresa, rivelano il loro talento nella narrativa

e nella poesia, giustiziaoggi è lieta di dedicare uno spazio nel proprio parterre de rois, dando il giusto risalto all’opera del loro ingegno artistico.

Tra questi, dunque, a buon diritto un posto d’onore spetta a Margherita Morelli, Avvocato e Giudice di Pace di lungo corso che, oltre a cimentarsi in pubblicazioni giuridiche, tra cui quella sulla Media conciliazione di recente introdotta dal Parlamento, ha deto alle stampe una raccolta di poesie scritte in lingua

napoletana.

La silloge – come si legge nel sottotitolo del volume – rappresenta, secondo le intenzioni dell’Autrice, un "fantasioso viaggio poetico nell'universo napoletano", nel quale Margherita da’ voce ad animali e cose, uitilizzando il partenopeo vernacolo nella versione più antica , nell’intento di recuperare - con ciò stesso - le tradizioni di cui si sente gelosa custode.

A chi le chiede le ragioni della sua scelta rivolta alla poesia, piuttosto che alla prosa e alla narrativa, la poetessa-avvocato rivela che, essendo una cantante mancata, solo la poesia, intesa quale strumento universale per la comprensione dei sentimenti, contiene l’autentica musicalità capace di rivestire le parole.

Com’era prevedibile, il libro

– fin dalle sue prime apparizioni – sta riscuotendo un meritato successo , come è accaduto in occasione della presentazione svoltasi, nei giorni scorsi, a S.Maria Capua Vetere nei saloni della Editrice Spartaco dove il pubblico delle grandi occasioni ha avuto modo di assaporare la intensità dei versi e la dolcezza del sogno che li attraversa…

Tra gli applausi, la stessa Autrice ha letto alcune delle più belle liriche, accentuando la necessità di dar risalto alle cose del passato che spesso hanno più forza di quelle del presente;

concetto ribadito nella poesia che descrive la gara tra gli animali, per la conquista dell’amata, vinta – a sorpresa, ma non troppo – dal gallo più anziano che , nel suo canto, raccogliendo tutte le

sue energie, mette a frutto la sua esperienza che spesso è in grado di conseguire risultati migliori della giovanile forza Gran bel messaggio, dunque, quello che promana dai versi della Morelli , che si rivelano tanto più apprezzabili se

posti a raffronto con la moda dominante del trionfo di ciò che è nuovo e giovane , tipico della nostra era digitale. E’, dunque, il caso di rammentare – e la cara Margherita lo fa’ con garbo poetico – che per spiccare il salto occorre

prendere la rincorsa, andando indietro e che senza la storia non si ha presente e tanto meno futuro !