(aggiorn. novembre 2013 )

  LA POESIA DI GIANLUINGI ZEPPETELLA : SUBLIME TERAPIA DELL'ANIMA PER ALLEVIARE LE SOFFERENZE DEL CORPO

 

E' diventato, ormai, un imperdibile - quanto atteso - appuntamento con l'arte nella sua dimensione più alta, quello della presentazione del nuovo (e mai ultimo, per fortuna...) lavoro poetico di Gianluigi Zeppetella (nella foto, in alto a destra), svoltasi il 28 novembre, presso la sala convegni dell'Ordine dei Medici di Caserta. L'incontro con il Medico-Poeta, promosso dall'AMMI(*), presieduta dalla prof.Caterina Fumante di Monaco, sobriamente moderato da giornalista Marcello Caliman, ha avuto momenti di vibrante emozione grazie all'intensa declamazione di alcuni brani del Libro, da parte dell'attrice Irene Vallone, cui ha fatto da contrappunto il commento colto e accattivante dello Scrittore Giuseppe Napolitano. Ci sembrerebbe di turbare la magia del verso terapeutico di Gianluigi, aggiungere qualsivoglia ammirato commento in queste colonne, scritte con il solo fine di apprezzare l'opera dell'Autore e formulare un invito a goderne la lettura: si tratta di un lavoro tanto più lodevole, laddove si apprende che - per espressa volontà del Poeta - una parte dei proventi editoriali sarà devoluta a sostegno di un'iniziativa benefica nel campo della terapia del dolore, attività nella quale, da anni, lo stesso Dottor Zeppetella profonde la sua elevata professionalità. Qui, a mo' di saggio della profondità dell'introspezione di vita che Gianluigi ci regala nelle sue liriche, ci limitiamo a riportare i versi di due poesie, diverse tra loro, da cui si può cogliere la spiritualità dell'Autore, allorchè si rivolge ai suoi figli,con espressioni nelle quali ciascuno di noi può ritrovarsi, guardandosi dentro e la sua fantasiosa ironia che lo porta a vedere le barche allineate nel porto turistico, come signore vanitose, felici di essere ammirate !

 

Figli

Tratti da carne e anima,d'anima e carne composti,uomini e donne siete,unici per me. Ogni vostro sguardo,parola, riso o pianto,al centro della mente,fino all'estremo limite.Non ho saputo crescereassieme a voi, forse non ho voluto.Peccato. E' stato inevitabilevedere che il mio amore,sempre meno visibile e avvertito,vi sia spesso mancato. Un dolore striscianteoggi accerchia i pensierie resto, inconsolabile,solo dentro, quasi sempre. Difficile essere padre,difficile davvero,per chi ama di certo,ma non più di se stesso. Questo è il punto,il discrimine, oltre il qualela mente si cela, si nascondeo fugge vigliaccamente. Vorrei, se sapessi,e non so se è tardi o inutile.Timidamente vi cercosenza trovarvi davvero.

Lungomare

Pigramente sensuali, ondeggianoall'ormeggio i fianchi delle barche,quasi mature signore, in cercadi attenzione e dio sguardi ammirati. Sospinti da un'onda invisibile,gli scafi sollevano, alternandoli,giardinetti e poppe, prore e falchette,in una danza senza regole. Similmente, l'andare delle donne sull'ampia passeggiata lungomare:il variopinto mondo sfila dondolando,con passo rapido e lento, mostrando al mio sguardo curiosoforme diverse, in short striminzitie gonne plissè, corti vestiti di setao laceri jeans dalle grìffes presrtigiose. -------(*) Associazione Mogli Medici Italiani - Sez- Caserta.