(aggiorn. maggio 2014)

ABUSO SUI MINORI & MICROCRIMINALITA'

Due facce dell'unico devastante fenomeno sociale

Quella sopra riprodotta è l'immagine scioccante scelta per illustrare il tema del meeting, svoltosi il 9 maggio u.s. presso il salone degli Specchi del Teatro Garibaldi di S.Maria Capua Vetere, per iniziativa del Lions Club cittadino presieduto dall'Avv. Gaetano Cenname, coadiuvato dalla cerimoniera Prof.Rosalba Basso.

Dopo l'efficace presentazione dei Coordinatori Dott.Alberto

Pacelli (nella foto, in alto,primo a sin., con Mario Romano, Luigi Gay,Michele Ginolfi e Gaetano Cenname)

e Prof. Lidia  Nicolini Santagata (foto a lato), il folto pubblico è stato letteralmente catturato dalle

dissertazioni dei relatori Dott.Vincenzo Mataluna, Dott. Giuseppe Cenname e Dott.Luigi Gay, alle quali hanno fatto da contrappunto una testimonianza sul campo del S.Commissario della Polizia di Stato dott. Enzo Papa ed alcuni intermezzi spettacolari, allestiti dal "Teatro dell'Orco La Mansarda" diretto da Roberta Sandias.

 

Ripromettendosi di pubblicare - nei prossimi giorni - un abstract degli altri pregevoli interventi, GIUSTIZIAOGGI offre, di seguito, un'ampia sintesi della relazione svolta,sul tema, dal Dott. Luigi GAY (*)

Nella sua incisiva presentazione, il presidente Pacelli ha ben focalizzato il significato reale del termine 'microcriminalità' e lo ha allargato a fatti reato di comune e attuale verificazione quali: furti, rapine, spaccio al minuto di sostanze stupefacenti etc., che tanto allarme generano nella collettività.

 

Tuttavia, l’esperienza quotidiana e lo stesso intento di alcuni interventi legislativi hanno evidenziato e cercato di reprimere quei fatti non occasionali, frutto anche di devianze culturali e sociali, che possiamo definire come veri e propri 'fenomeni criminali', che determinano un grave pericolo per la società nel suo insieme. In tali categorie potremmo oggi

inserire anche la violenza sportiva e l’evasione fiscale, che tanto valore negativo hanno assunto in una società moderna come quella del nostro paese.

Altro fenomeno che è all’attenzione della legislatore e della cronaca è quello che viene definito come 'abusi sui minori', a cui potremmo affiancare anche la violenza sulle fasce deboli in genere che si manifesta negli atti c.d. persecutori, nei maltrattamenti o stalking, atti di violenza sessuale sulle donne, nonché violenze sui disabili e sulle persone anziane.

Abbiamo assistito ad una lodevole rappresentazione della favola di Cappuccetto Rosso, in cui il comportamento subdolo del lupo ha voluto ricordare gli stessi atteggiamenti di coloro che, sfruttando l’ingenuità di tanti minori, offrono loro premi o divertenti distrazioni al fine di conseguire innominabili soddisfazioni sessuali. Così abbiamo sentito ricordare altri terribili episodi in cui sono stati vittime donne e minori ingannati anche solo da un sorriso.

A parte, come ho detto, la buona recitazione però non ci si può fermare a questi quadri orridi, non si deve spaventare il bambino, ma lo si deve difendere, seguendolo nel suo percorso e aiutandolo con il nostro impegno facendo sì che

accanto a lui vi siano operatori preparati e pronti ad accompagnarlo nei momenti di particolare delicatezza psicologica.

La prevenzione oltre che nella famiglia deve essere svolta con rigore e serietà anche nella scuola, momento di grande aggregazione e di grande esposizione.

Non dobbiamo più assistere ad episodi come quello avvenuto in una cittadina del centro Italia, in cui forze dell’ordine, assistenti sociali, genitori si contendevano un bambino, che doveva essere affidato ad uno dei genitori e che veniva tirato da una parte e dall’altra, come se si trattasse di un tiro alla fune.

Quelle immagini sono state divulgate sui giornali e nei canali televisivi facendo levare un grido unanime di sdegno.

Perché si è arrivati a quel punto ?

 

Perché il problema dell’assistenza al minore è stato per lungo tempo sottovalutato e quasi trattato come " un fatto privato", di cui se ne doveva parlare il meno possibile, bastava fornire una superficiale assistenza per risolvere i problemi. Così non deve essere.

Il caso del ragazzo scomparso 26anni fa a Marcianise, le cui indagini sono state di recente riaperte, poteva essere affrontato diversamente, approfondendo piste di investigazione che all’ epoca avevano trovato ostacoli nel silenzio di tanti e nella paura di coloro che in quello stesso ambiente avevano subito soprusi e violenze. Non sarà forse possibile far cessare un fenomeno criminale come quello appena descritto,che è una conseguenza del " progresso", della decadenza di principi evalori, della perdita del rispetto per l’altrui persona, ma è certamentepossibile far opera di prevenzione, utilizzando i numerosi strumenti che lanuova normativa ha introdotto in una visione più approfondita del fenomeno.L’esperienzamaturata dall’autorità giudiziaria in questo settore è stata notevole e moltoforte, ma quando la legge deve intervenire allora vuol dire che la prevenzionee la disciplina normativa hanno fallitoE’ per questoche da alcuni anni la Procura della Repubblica, in cui ho lavorato, e ora anchel’ufficio che dirigo a Potenza, hanno messo in cantiere iniziative, consottoscrizione di Protocolli di Intesa, che vedono coinvolte tutte leistituzioni dalla Regione al Comune, dalla ASL alla scuola e ai servizisociali, dall’Ispettorato del Lavoro a tutte le forze di Polizia Giudiziaria, eancora avvocati, psicologi e psicoterapeuti con lo scopo di preparare ilpersonale che più ha contatto diretto con i minori ad affrontare con strumentidi lavoro appropriati, aggiornati normativamente e ben assimilati i casi piùdelicati.Pensoall’importanza degli insegnanti che passano molto tempo con i loro alunni equanti segnali significativi possono cogliere; penso al primo colloquio delM.llo dei Carabinieri con il minore o con la donna che ha subito violenza, chetanta importanza ha con le prime indagini e alla possibilità di farsiassistere; penso all’assistente sociale che deve far eseguire un provvedimentodi allontanamento del minore ad es: dalla madre, deciso dal Tribunale deiMinori, pensiamo alle difficoltà psicologiche e pratiche dello stessooperatore.Da qui lafondamentale importanza di corsi di aggiornamento e formazione per dareconcreta attuazione alla legge e che potrebbero molto spesso far prevenireconseguenze più gravi o evitarne di più laceranti da un punto di vistapsicologico. Infine, non posso non raccomandarVi una visione ottimistica della nostraconvivenza civile, nonostante i gravi episodi di corruzione e di violenzapredatoria di cui sentiamo o siamo testimoni. E’ nostro dovere quello ditrasmettere ai giovani, sin dalla minore età, quella fiducia che può derivaresolo dall’esempio che possiamo loro dare e che consiste nell’impegno diciascuno di noi, ciascuno secondo il proprio ruolo, nella vita civile e nelle istituzioni".

 

(*) Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Potenza