( aggiorn.gennaio 2014 )

GEOGRAFIA GIUDIZIARIA ,Aspettando il REFERENDUM !

Sono sempre di più le manifestazioni che si annunciano in tutte le sedi giudiziarie, per orotestare contro la improvvisata riforma della cd. geografia giudiziaria che ha comportato la sopressione di uffici e presìdi di giustizia su tutto il territorio nazionale. In attesa della pronuncia della Corte costituzionale sull'ammissibilità del referendum abrogativo della riforma, prevista per il prossimo 15 gennaio, si terranno, in varie città d'Italia,. iniziative di protesta nei giorni 9, 10 e 11 gennaio. L'Associazione nazionale avvocati italiani (ANAI) guidata da Maurizio de Tilla, parteciperà alle manifestazioni che si svolgeranno a Bassano del Grappa ikl 9 gennaio e a Melfi, il 10 p.v. .«C'è ancora chi si ostina ad affermare che la soppressione di 31 tribunali, 31 procure, 220 sezioni distaccate e circa 700 uffici di giudici di pace costituisce la soluzione di tutti i mali della giustizia che così inizierà a camminare speditamente per tutelare cittadini e imprese», commenta de Tilla. «È questa una colossale menzogna che non ha alcun riscontro con la realtà. Con la riforma, invece, aumenterà il declino della giustizia con decine di migliaia di vecchi processi che rimarranno ibernati in quanto trasferiti in altre sedi che non sono in grado di accogliere le competenze accorpate, con conseguente rottamazione dei fascicoli e del materiale cartaceo. Per fortuna», continua     il         presidente              ANAI, 

«non si è arresa l'iniziativa di lotta di cittadini, comuni, regioni, istituzioni, avvocati e i consigli regionali di Puglia, Marche, Abruzzo, Calabria, Basilicata, Campania, Piemonte, Liguria, Venezia Giulia hanno chiesto di sottoporre la riforma della geografia giudiziaria al giudizio popolare per l'abrogazione della legge». Alla protesta si è unita anche l'Unione delle camere civili, che ha diffuso un pesante comunicato del suo presidente avv. Renzo Menoni, con cui si stigmatizzano i provvedimenti emanati in materia, con una riforma che ha finito con l'aggravare - e non risolvere - gli annosi problemi della giustizia civile. E' il caso , dunque, di non abbassare la guardia, rifiutando di accettare con rassegnazione (come, purtroppo, l'avvocatura ha fatto in passato) un disegno che si ritorce contro il cittadino e, perciò stesso, contro la categoria professionale che istituzionalmente è chiamata a difenderne i diritti: occorre dare la massima attenzione al problema e incalzare il Legislatore a riparare ai guasti che la "riforma" ha apportato al sistema della effevetività della tutela legale e, in tale direzione, Giustiziaoggi conferma la propria attiva partecipazione, restando a disposizione di quanti vorranno - da queste colonne web - far sentire la propria voce, con testimonianze concrete dei ritardi e dei guasti che la nuova geografia sta apportando.