aggiorn.marzo 2014

IAMMARINO

AVV. & CAB.

NOTA REDAZIONALE a cura del Direttore

La lingua napoletana rappresenta un idioma romanzo correntemente parlato, nelle sue molteplici variazioni, in Italia meridionale e più precisamente nelle regioni della Campania, della Basilicata, della Calabria settentrionale, dell'Abruzzo, del Molise, della Puglia e nel Lazio meridionale, al confine con la Campania. Si tratta di tutti quei territori che, nelle antiche Due Sicilie, costituivano il Regno al di qua del faro di Messina, laddove la lingua nazionale era appunto il napolitano, mentre il siciliano quella del Regno al di là del faro (Sicilia). La premessa - ancor più opportuna oggi che il nostro idioma ha avuto il prestigioso riconoscimento dell'UNESCO, quale patrimonio dell'Umanità - rende maggior merito ad un personaggio che utilizza con maestrìa la lingua universale (un tempo, considerata dialetto) per esaltare il cabaret delle antiche "macchiette", ossia di quel genere di spettacolo inventato da Maldacea e rivisitato, con successo, da Antonio De Curtis e Nino Taranto e, in anni più recenti, da Vittorio Marsiglia. Il personaggio è Raffaele Iammarino, fiorentino di origine stabiese, avvocato e cabarettista che incarna, al meglio, il mix tra cultura forense e attitudine al canto ed allo spettacolo, la cui figura ricorda quella del grande Paolo Conte, passato ( ormai in pianta stabile) dal clamore delle aule giudiziarie a quello dei teatri di tutto il mondo.

A differenza del collega Conte, però, Iammarino , non ha abbandonato la toga, che ancora onora nei tribunali della bella Toscana, da cui fugge, ogni tanto, per tornare nella sua Campania dove incontra parenti e amici ai quali regala un'ora di spensieratezza , fatta di arguzia e sottile ironia. Questa magìa si è avverata, giorni or sono a Caserta, grazie ad un anfitrione di eccezione : un alto magistrato , apprezzato per la sua cultura giuridica e profonda sensibilità. Chi, come noi, ha avuto il piacere di partecipare a questo evento, assistendo alle trasformazioni del versatile Iammarino , non può che ringraziare l'ottimo Olindo e la cara Mara, anche a nome degli altri fortunati ospiti , ansiosi di ripetere questa indimenticabile serata. Si è trattato di un'esperienza che ci ha lasciato il profumo di pane appena sfornato, che difficilmente si avverte assistendo ai talk show di Nostra Signora Televisione, costruiti, spesso, su stucchevoli descrizioni di fatti di sangue, con intonazioni e opinioni tutte uguali che - sia detto con tutta la simpatia e la stima per i paludati conduttori - ci ricordano la deprimente varietà cromatica dello scaffale dell'analista!