( aggiorn. febbr.2011 )

Raffaele CANORO

Nelle sue tele , rabbia e desiderio di riscatto sublimate

dalla profonda umanità di un vero Artista

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Il modo migliore per rendere omaggio a questo pittore napoletano (nato il 20 ottobre 1946) , attualmente docente presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli, è quello di invitare i nostri lettori a scorrere le pagine magiche della rassegna di dipinti dell'artista, curata nel 2007 per i tipi della Litho Gar), su progetto grafico del Prof.Dino de Simone (Edizione Lo Spazio).

Da quel volume, è tratta l’indovinata recensione a firma di Roberta PIROZZI, che Giustiziaoggi è lieta di pubblicare.

 

Buona lettura

 

...La grande pittura poggia sulle grandi idee. Le grandi idee hanno questo effetto: o di stimolare lo spirito del pittore oppure di soffocarlo.

L'idea feroce di Raffaele Canoro è l'osservazione del mondo. Un lungo pellegrinaggio verso un luogo sacro: il mondo del silenzio, quello della meditazione, della pratica del dipingere.

Il suo sguardo si veste di indagine swcientifica rimanendo su un corpo integro (non corrotto); schivando con cura il compiacente naturalismo, l'impassibile iper realismo ed il limbo dell'avanguardia.

 

Nell'opulenza della civiltà occidentale, dove cìoè sempre meno spazio, meno ossigeno, meno tempo: in questa cultura dell'urgenza del fulmineo, già usato, del fare senza pensare, dove l'arte diventa una splendida superfluità; il nostro artista appare come un dinosauro sopravvissuto; con un pesantissimo bagaglio: il dolore della conoscenza. Nel veloce passaggio su questa pietra che gira nello spazio, in questo dissolversi, egli rifugge dal segno effimero, casuale, immediato, sperimentale, dall'"atto gratuito", celebrando, dopo una gestazione lunga, il segno insaziabile dei suoi umani .

 

personaggi.

Roberta Pirozzi

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E per finire, un pensiero dell'Autore: "La primavera è un abito limpido, ricamato coi piedi. Appena lo tocchi si sbriciola in particelle isolate.

Solo un mattone da solo non farà mai un palazzo, ma si può sacrificare per

volare sui servi del potere."

 

Raffaele Canoro