(aggiorn. settembre 2010 )

Da KODRA a CATTELAN

TOTENISMO E PROVOCAZIONE

 

 

 

 

 

 

" IL DITO "

di  Maurizio CATTELAN

  (Statua in marmo - altezza m.11,00 )

 

 

 " I TOTEM " di  Ibraim  KODRA 

  ( Olio su tela cm.120 x100 )

"I Totemismi di Kodra - scrive il critico Marco Valsecchi - evocano una duplice vocazione culturale ed emotiva, con un trasferimento dell'immagine nell'inquieto discorso di oggi. La sua pittura esalta una sottile indagine cubista che racchiude solide forme plastiche capaci di aprire suggestivi spiragli verso le scaglie luminose dei mosaici bizantini..."Non meno elogiativa è la descrizione che dei dipinti di Kodra dà un altro esperto d'arte, come Enrico Crispolti, quando afferma che "Il codice di figurazione kodriano, nel suo ricorrente totemismo robottico, impianta un'orditura di movenze arcaicizzanti che portano alla memoria i miti mediterranei evocati dal Picasso in Antibes..." Fin qui, le opinioni dei massimi esperti di pittura sull'opera dell'artista, nato a Tirana nel 1918 (lo evidenziamo per sottolineare la sua modernità nonostante l'ètà) e trasferitosi a MIlano, dove ha operato a cavallo degli anni ottanta del secolo ormai trascorso! A questo punto ci coglie la curiosità di apprendere che mai dirà la critica dell'opera dello scultore Maurizio Cattelan, del quale - in questi giorni - con un'uniziativa a dir poco discutibile, è stata collocata, nella ricca Piazza Affari di Milano, una statua marmorea di 11 metri di altezza, raffigurante una gigantesca mano con tutte le dita mozzate , tranne il dito medio...La scultura che ha reso necessario l'impiego di di ben quattro autocarri, decine di operai, oltre a numerosi tecnici ed ingegneri , sarà

 

 

 

inaugurata il 24 settembre prossimo, in coincidenza con la mostra nel Palazzo Reale. Nell'illustrare la sua opera, lo stesso Cattelan ha spiegato che "la mano vuole ricordare il saluto nazista , a mo' di gesto paradigmatico degli errori ed orrori del secolo scorso e deve essere letta nello spirito della mostra che è contro tutte le ideologie".Sarà, ma , nel nutrire seri dubbi sull'impatto emotivo che l'opera susciterà sui passanti, siamo punti dalla curiosità di apprendere che cosa ne penserà - ammesso che vorrà occuparsene - Vittorio Sgarbi, con la sua lingua colta e tagliente: la sua sarà un'opinione da tener da conto, anche ricordando la sua recente esperienza di assessore alla cultura, proprio nel Comune di Milano e saremo lieti di ospitarla su queste pagine, insieme a quelle di tutti coloro che vorranno prendere posizione.Siamo, infatti, convinti che questa - più che la bagarre di Montecarlo che ha occupato le cronache agostane - possa rappresentare una "campagna", tesa a scongiurare che l'esempio lombardo possa contagiare a macchia d'olio altre città della nostra Penisola che non ha certo bisogno di simili totem per abbellire... le proprie piazze ! E lo diciamo, con tutto il rispetto per Cattelan, la cui arte non si esaurisce ne siamo certi - nella mano e nel dissacrante dito medio di fallico signficato. G.d.S.