(aggiorn. febbr.2017)

CARDITELLO, UNA PERLA DIMENTICATA

La Reggia di Carditello, più propriamente denominata Reale tenuta di Carditello, è un sito alla periferia del Comune di San Tammaro (in provincia di Caserta),appartenuta ai Borbone delle Due Sicilie ( Carlo e Ferdinando IV) che la vollero, oltre che come residenza estiva, quale struttura destinata all’allevamento di pregiate razze equine e nella produzione (e commercializzazione) di prodotti agricoli e caseari.

Nel 1920 gli immobili e l'arredamento passarono dal demanio all'Opera Nazionale Combattenti e i 2.070 ettari della tenuta furono lottizzati e venduti. Rimasero esclusi il fabbricato centrale e i 15 ettari circostanti, disposti a ventaglio sui lati ovest, nord ed est del medesimo complesso, che

nel secondo dopoguerra entrarono a far parte del patrimonio del Consorzio generale di bonifica del bacino inferiore del Volturno Occupato, nel 1943, dalle truppe tedesche e poi da quelle americane, il complesso architettonico,

dopo un lungo periodo di abbandono e di conseguente degrado, dal dicembre del 2014. è passato in gestione al Polo museale della Campania, cui si deve una graduale riqualificazione delle sale e degli affreschi che le adornano, il cui pregio artistico e cromatico (pazientemente studiato e ricostruito dallo storico dell’Arte Maria Carmela Masi) richiama alla memoria i fasti della augusta residenza, non a caso definita "Reale Delizia" perché, nonostante la sua funzione di azienda, offriva una gradevole permanenza al re e alla sua corte per le piacevoli battute di caccia nella fitta boscaglia, un tempo ricca di selvaggina..

Costruito dall'architetto Francesco Collecini, allievo di Luigi Vanvitelli, il fabbricato sorge

su un’ area , formata, per parte, da una pista in terra battuta che richiama la forma dei circhi romani, abbellita con fontane, obelischi ed un tempietto circolare dalle forme classicheggianti.

Dal 2011 al 2013, la Reggia è stata sorvegliata a titolo volontario da Tommaso Cestrone, che più volte aveva cercato di attirare l'attenzione della politica per il recupero del complesso architettonico, nel quale ha trovato la morte, colto da infarto, la notte della vigilia di Natale del 2013.

Nel gennaio del 2014, il ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo Massimo Bray ha firmato un accordo preliminare con la Società Gestione Attività, (che ha acquisito i crediti del Banco di Napoli),per la cessione del complesso

edilizio al ministero stesso.

La Reggia è stata riaperta al pubblico l’8 gennaio 2017 e sarà visitabile gratuitamente fino al prossimo mese di marzo.

E’ in occasione di tale riapertura che il 18 febbraio u.s., a seguito di prenotazione, con un gruppo di turisti provenienti da più parti d’Italia,

abbiamo avuto l’opportunità di godere della visita di questo mirabile sito, accompagnati dalle colte illustrazioni di una giovane guida appartenente all’equipe designata dalla Regione Campania, cui va il plauso riconoscente di quanti hanno a cuore la storia del nostro territorio ed i monumenti che ne costituiscono eterna testimonianza, di cui Giustiziaoggi è lieta di offrire ai propri lettori una panoramica nella galleria fotografica che segue.