aggiorn. ottobre 2001

CONGRESSO NAZIONALE FORENSE

 da RIVA DEL GARDA (L'Avvocato Europeo" - Settembre '91) 

a FIRENZE (Avvocati Oggi" - 24/28 Ottobre 2001)

L’articolo che segue, apparso su queste colonne nel lontano 2001, inoccasione del 27° Congresso Nazionale Forense di Firenze merita un’attentariflessione per l’amara attualità del suo contenuto che affidiamo alle valutazioni dei lettori ed in particolare dei colleghi avvocati.

 

Dopo diecI anni, la Classe forense ancora alla ricerca della propria identità.

 

Assolvendo ad una biennale... liturgia, si terrà a Firenze - nel prossimo mese di ottobre - il (XXVI) Congresso Nazionale Forense.

 

L'evento, per la verità, appare seguito con ben poca attenzione dagli Organi di informazione e dagli stessi Ordini Forensi, in molti dei

quali la notizia non risulta ancora diffusa e, forse, neppure ufficialmente pervenuta.

Il generale disinteresse che si avverte - specie tra i Colleghi più giovani - oltre che frutto delle crescenti difficoltà in cui

l'avvocatura si muove nel quotidiano, rappresenta anche l'inevitabile conseguenza del fallimento del ruolo degli organismi forensi (rappresentativi), sempre più ripiegati su sè stessi in una

sterile forma di autoreferenzialità!

 

Con piacere registriamo le numerose ed utilissime iniziative che sta assumendo,

in questi giorni, la Cassa di Previdenza Forense e, tuttavia, non

possiamo fare a meno di sottolineare come esse rappresentino un'

occupazione di spazi lasciati da CNF, OUA e COA in settori,

peraltro, non di stretta pertinenza dell' Organismo Previdenziale, quali quello dell'introduzione dell' Informatica giuridica per il collegamento a "Portali Web", con la nascita del cd. CYBER-AVVOCATO o della Stampa

Forense Internet, a supporto dell'A.S.T.A.F. e delle Testate ad essa aderenti, che si traduce nella possibilità di dare, entro

e fuori dei confini nazionali e in

tempo reale, diffusione simultanea alla circolazione delle idee ed al confronto dialettico del nostro microcosmo giuridico, ormai sempre più necessitato a proiettarsi in una dimensione europea. E a proposito di Europa, la memoria ci riporta altema trattato nel Congresso di Riva del Garda (settembre '91),perconstatare con rammarico come, salvo che per pochissimi mega-studidell' Italia centro-settentrionale, la nuova figura di avvocato europeo,prospettata in quell' assise nazionale, siarimasta poco più che uno... scarabocchio, con trattisomatici tutti da definire! Si era nei primi anni novanta e l'Europa- allora"futura" - autorizzava molti a vagheggiare cambiamenti e...rivoluzioni nominalistiche , senza curarsi di approntare gli strumentiindispensabili per affrontare preparati quel "nuovo" chesembrava ancora così lontano. Ma tant'è.Lapresunzione di aver realizzato, come per magia per il sol fatto di averneparlato, quel progetto di

trasformazione all'interno della Classe,induceva a ritenere l'Avvocatura soggetto politicolegittimato a dettare i nuovi indirizzi da seguire in campo legislativo esociale: èancora viva, in molti di noi, l'eco della robusta relazione di aperturadi Nicola Buccico al Congresso di Maratea - nel settembre 1995 - sul tema"Società e Giustizia/ La proposta dell'Avvocatura". Quel ricordo, a fronte dei modestissimi risultati conseguiti in oltre unlustro, porta a constatare che la voce del nuovo soggetto politico- scaturito dall' entusiasmo del Congresso straordinario di Venezia - siè rivelata inefficace quanto inascoltata da parte di unLegislatore, cronicamente affetto da... ipo-acusia neiconfronti dei mali della Giustizia.

E veniamo al Congresso che tra poco più di un

mese chiamerà a raccolta, nell'austera cornice di Palazzo Vecchio a Firenze, gli Avvocati italiani.

Il tema, questa volta, appare, prima facie, più modesto, ma

certamente più realistico, incentrato com'è sull'Avvocato Oggi e spaziandosi sull'analisi delle varie forme di esercizio della professione forense, prima fra tutte la nuova "Società tra Avvocati" ( su cui è intervenuto il presidente della C.F. Maurizio De Tilla nell'articolo pubblicato in questa Rivista - ante pag. 13 .n.d.r.), non senza soffermarsi sulla "Effettività dei diritti", in riferimento alla difesa in campo civile e penale.

Heri  dicebamus ! Quest'ultimo sotto-tema fu - per la verità - già trattato magistralmente dai Colleghi MIchele Saponara e

Massimo Di Lauro nel Congresso di Maratea del ' 95, ma non v'è dubbio che , dopo sei anni, valga rivisitarlo in relazione all'Oggi, com'è, appunto, negli intendimenti dell'O.U.A.,al cui prestigioso

Presidente Silvano Berti va dato atto di profondere grande passione e competenza.

Ciò che duole, invece, è rilevare come, circoscrivendo il tema all' analisi dell'Avvocato. dell'oggi  si sia tralasciata l'occasione per un'analisi di prospettiva , capace di delineare finalmente quell'avvocato europeo, che - concepito nel lontano Congresso di Trento del 91 - sembra essere condannato alla sterile sorte dei prematuri!

Occorreva - ed occorre - mettersi veramente al passo con i tempi, per evitare che il novum che avanza rapidamente nel settore dell'economia e della tecnologia ed i Paesi europei, che lo hanno seguito con concreta attenzione (anche nel campo legislativo, giuridico e

forense), possano relegarci al ruolo di fanalino di coda.

Inseguire le innovazioni, quando queste sono già in moto velocemente (come velocemente sta per mettersi in moto il mercato monetario col l'introduzione della moneta unica) può risultare difficile e pericoloso, come salire su un treno in corsa o tentare di afferrare a mani nude la lama di un coltello che precipiti dal quarto piano...

Lo sanno bene i Signori del mondo economico e finanziario, i quali , non a caso, hanno dedicato la recente assise di Cernobbio (Studio

Ambosetti) ad approfondire le

"Strategie aziendali dell'Oggi e del Domani".

 

Ebbene, con quali strategie e quali strumenti l'Avvocatura

italiana si appresta ad affrontare il proprio domani ?

 

Ai Colleghi dell'OUA e del CNF (la cui sigla è inspiegabilmente scomparsa dagli ultimi congressi, compreso quello imminente di Firenze - n.d.r.) ci permettiamo di suggerire di adoprarsi affinchè, in futuro,

 

a) il Congresso Nazionale, modifichi lo schema ormai superato di palestra di oratoria e limiti all'essenziale i tempi degli interventi , trasformandosi in un importante momento di diffusione di nuovi e concreti strumenti elaborati a cura dagli Organismi rappresentativi a beneficio dell'intera Classe forense, mediante distribuzione di supporti cartacei e telematici, da realizzare con finanziamento a carico degli Organi istituzionali (COA), i quali chiudono i bilanci con attivi miliardari, inutilizzati ;

b) siano introdotti , nell'ambito nazionale e locale, gli opportuni incentivi, anche di tipo economico, allo scopo di moltiplicare la presenza , nell' assise forense nazionale, dei Colleghi più giovani, sì da (ri)suscitare in essi tensione ideale e interesse verso la politica forense;

c) sia previsto, nel corso dei lavori congressuali, uno spazio riservato al confronto tra le varie realtà territoriali dell'Avvocatura, per mettere a

nudo differenze ed eventuali discrasie del servizio giustizia,

per le quali proporre gli opportuni correttivi.

d)

aprire, nell'ambito del Congresso, un tavolo di confronto con le Istituzioni, per le conclusioni dei lavori, cui faccia riscontro un concreto impegno dei rappresentanti di Governo e Parlamento presenti, ai quali dovrà - con garbata fermezza - impedirsi di

effettuare meri interventi oratori, ove non abbiano la possibilità

(per mancanza di...tempo o di volontà politica) di partecipare

compiutamente al dibattito, fino a recepirne le conclusioni.

 

Siamo ben consapevoli delle resistenze che simili innovazioni incontreranno da parte degli ambienti più retrivi della nostra Classe, all'interno della quale permangono figure attaccate a privilegi dell'altro secolo..., ma non v'è chi non veda come solamente da iniziative come quelle esemplificativamente proposte potrà nascere il nuovo ruolo europeo dell'Avvocatura italiana degli anni 2000.

 

M. R.