MATRICOLA ZERO ZERO UNO

 

di Nicola Graziano

Un viaggio dentro le mura, alla scoperta della “violenza perpetrata dallo Stato etico e dai suoi epigoni”.

La definizione virgolettata ,tratta dalla robusta postfazione di Franco Corleone ( già Commissario unico del Governo per il superamento degli OPG) sintetizza l’esperienza fatta di brucianti emozioni dal magistrato Nicola Graziano nei giorni della sua volontaria permanenza nell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Aversa, debitamente autorizzata dalle Autorità ministeriali.

Il libro, corredato dalle splendide fotografie di Nicola Baldieri, coraggioso compagno di avventura di Graziano nei tre giorni del suo internamento, è stato trasfuso in  un lavoro teatrale per la regia di Antonio Iavazzo che ne ha curato l’allestimento e la rappresentazione nell’anfiteatro campano di S.Maria Capua Vetere,

a beneficio di una platea di appassionati che ha

potuto godere di un racconto di vita vissuta in una realtà raramente esplorata dal di dentro.

Chi scrive è stato tra i fortunati spettatori e, sovvertendo la consueta cronologia degli eventi, dopo averne visto la versione scenica, ad opera degli ottimi interpreti ( quali Luigi De Sanctis,

Giovanni Arciprete, Claudia Orsino e Angelo Rotunno), ha avvertito l’esigenza di approfondire il tema con l’avida lettura del volume, nel frattempo conquistato con la preziosa dedica dell’Autore.

Assaporato lo scritto e la postfazione - che ne descrive la genesi e la profondità del contenuto - risulta molto difficile parlare delle emozioni forti che esso suscita con la crudezza degli incontri e la narrazione della palpitante umanità dei personaggi, con cui il Giudice ha incrociato le sue giornate da detenuto, segnate dal suo incontro

con la Signora Follia e dall’intenso dialogo che ne sublima la conoscenza…, Siamo certi che a quanti avranno il piacere di accostarsi all’opera scaturita dalla penna di Graziano, apparirà tutt’ altro che iperbolica la definizione che ci sentiamo di attribuire al libro: moderna Divina Commedia, viaggio dantesco in un inferno fatto di persone non immaginarie, ma tragicamente autentiche, dall’ aspetto deformato per la condizione di degrado in cui sono relegate - come ricorda Corleone nella post-fazione con cui abbiamo aperto queste modeste note(*). - nell’assurda applicazione di una “misura coercitiva a scopo assistenziale”, oggi finalmente superata con la chiusura degli OPG, a conclusione del travagliato processo legislativo iniziato con la legge 180 del 1978 (cd.Legge Basaglia) .

 

* Recensione a cura del Direttore