MEETING ANAI /

La Lectio magistralis di Prosperetti e gli spunti di Vallebona

Si è svolto venerdì 11 gennaio u.s., presso l’aula “Europa” della Corte di Appello di Roma, l’incontro di studio promosso dall’Associazione Nazionale degli Avvocati Italiani (ANAI) presieduta

da Isabella Stoppani, che ha avuto quale protagonista di eccezione il Prof.

Giulio Prosperetti , prestigiosa figura di giurista ed attuale componente della Corte Costituzionale.

Alla folta platea di magistrati, docenti e avvocati provenienti da ogni parte d’Italia, l’oratore, dopo una brillante introduzione del padrone di

casa Cons. Gallo e della stessa Avv. Stoppani, recentemente eletta al CNF, ha regalato una sobria lezione sulla disciplina del licenziamento, soffermandosi, in particolare, ad analizzare - in una sorta di raffinata introspezione di tipo

psicologico – le svariate motivazioni

che determinano la parte datoriale a porre in essere il licenziamento di un dipendente, giungendo alla conclusione che non sempre la drastica decisione corrisponde al vantaggio economico per l’azienda, rappresentando - talora -

un’iniziativa dettata dalla volontà di allontanare soggetti capaci di indurre gli altri dipendenti a porre in essere rivendicazioni di diritti e miglioramenti delle condizioni di lavoro: situazioni, queste, per arginare le quali sono stati, dal legislatore, introdotti correttivi appropriati, quali la repressione della condotta antisindacale e il limite numerico del bistrattato art.18 ! Altro passaggio di grande attualità è stato, poi,

quello dedicato alla recentissima sentenza della Corte Costituzionale riguardante la dichiarata

incostituzionalità delle “tutele crescenti”, su cui Giulio Prosperetti si è intrattenuto con particolare profondità, nella sua qualità di docente e giudice costituzionale.

A fare da contrappunto all’ applaudita lectio magistralis, sono seguiti gli interventi di magistrati e docenti, tutti di alto spessore, tra cui ci piace sottolinerare quello del Prof. Antonio Vallebona che, con Giulio Prosperetti ha condiviso, negli anni settanta, gli insegnamenti del genitore dello stesso Prosperetti, Prof.Ubaldo Prosperetti, prematuramente scomparso nel 1976.

Il relazione al tema dell’incontro, Vallebona ha ritenuto di sottolinerare come, allo stato, siano

da considerare vigenti e compresenti ben cinque regimi di licenziamento che si riferiscono:

 

1-ai licenziamenti intimati prima

della legge n. 92/2012 a cui si applica l’art. 18 dello statuto dei lavoratori vecchio testo.

2-ai licenziamenti intimati dopo la detta legge (n. 92/2012) a cui si applica l’art. 18 stat. lav. nuovo testo.

3-ai licenziamenti intimati a lavoratori assunti dopo il 7 marzo 2015 a cui si applica il Decreto

Legislativo n. 23/2015 che prevede anche le c.d. “tutele crescenti”, dichiarate incostituzionali (come ha giustamente ricordato il Prof. Prosperetti) dalla recente sentenza della Corte

Costituzionale n. 194/2018, che però ha salvato la misura massima dell’ indennità (36 mensilità) prevista dal c.d. “decreto dignità”,L. n.

96/2018.

4-ai licenziamenti intimati a lavoratori pubblici privatizzati prima del DecretoLegislativo n. 75/2017 a

cui si applica l’art. 18 dello statuto dei lavoratori vecchio testo.

5-ai licenziamenti intimati a lavoratori pubblici privatizzati dopo il Decreto Legislativo n. 75/2017 a cui si applica l’art. 63, comma 2 del D. Lgs. n. 165/2001 come integrato dal predetto D. lgs. n. 75/2017.

Si tratta, come si vede - ha osservato Vallebona - di una terribile lesione della certezza del diritto determinata da un affastellamento di normative, che non può certo attribuirsi ai giudici, ai professori o agli avvocati ma rappresenta unicamente il frutto di scelte piuttosto disorganiche ed acritiche poste in essere , a

partire dal 2012, dal nostro legislatore, mosso dalla volontà di attrarre investimenti privati nell’economia globalizzata, al prezzo di una pericolosa riduzione delle tutele dei lavoratori, laddove è innegabile che uno stimolo all’ incremento degli investimenti può unicamente venire da una ponderata riduzione del peso fiscale.

Parafrasando l’invocazione di Catone (“delenda Cartago”),Vallebona ha, dunque, concluso con l’invito a “semplificare l’ordinamento” !