MAGISTRATURA MILITARE & POTENZIAMENTO DELLA GIURISDIZIONE


E’ questo il tema dell’ incontro di approfondimento che ha visto impegnato il Gotha del mondo accademico in sinergica compresenza con le più alte rappresentanze delle Procure Militari e Ordinarie.Il meeting, promosso dal Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università “Luigi Vanvitelli”, si è svolto il 25 maggio u.s. presso l’Aula D’Antona dell’ Ateneo sito nello storico Palazzo Melzi di Santa Maria Capua Vetere.

Dopo la brillante introduzione a cura del Prof. Lorenzo Chieffi, Direttore del Dipartimento e del Dott. Antonio Sabino, Procuratore generale Militare presso la Corte di Appello Militare di Roma, i lavori - sobriamente moderati dal Prof. Giuliano Balbi - sono entrati nel vivo con la relazione del Procuratore Militare della Repubblica presso il Tribunale Militare di Napoli Dott. Lucio Molinari, cui hanno fatto da contrappunto gli interventi della Dott.ssa Maria Antonietta Troncone, Procuratore della Repubblica del Tribunale di S. Maria Capua Vetere e del Dott. Gabriele Casalena, Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati Militari. Nel dare conto della situazione degli uffici giudiziari militari, dal punto di vista delle risorse umane e di quelle organizzative, il Dott. Molinari, dopo aver stigmatizzato la soppressione, operata dalla Legge 244 del 2007, di numerosi Uffici giudiziari militari, quali quelli di Torino, La Spezia, Bari, Cagliari, Padova e Palermo, impropriamente 

giudicati superflui, non ha mancato di evidenziare la necessità di attribuire una maggiore efficienza alla Magistratura militare, alla cui competenza risultano inspiegabilmente sottratti numerosi reati, rimessi alla Giurisdizione ordinaria.

 

Di diverso segno, l’intervento della Dott.ssa Troncone che si è soffermata sulla riforma (attualmente in attesa di approvazione da parte del Parlamento) che dovrebbe portare alla soppressione completa del ruolo  dei Magistrati militari, con l’unificazione nel ruolo della Magistratura ordinaria, sia per quanto attiene ai Tribunali che alle Procure  alla cui competenza risultano inspiegabilmente sottratti numerosi reati, rimessi alla Giurisdizione ordinaria.

Non privo di spunti critici si è rivelata la dissertazione del Dott Gabriele Casalena, secondo cui la riforma, aggravando i guasti di quella del 2007 ricordata da Molinari, porterebbe ad un depotenziamento della giurisdizione militare sia in termini di servizio giustizia che di posti di lavoro, dal momento che gran parte del personale civile, attualmente in forza presso le Corti militarti, sarebbe dislocato in soprannumero presso gli uffici del Ministero di Giustizia, in non ben qualificate funzioni.

Grande interesse ha suscitato, infine, anche la relazione del Dr. Robert Mcright, Avvocato generale della Marina Americana (Corps Unitetd States Navy) il quale, accompagnato da un’attenta traduzione simultanea, ha tracciato una panoramica dell’ assetto legislativo della giustizia militare degli Stati Uniti, ispirato dal sano pragmatismo, tipico di quel Continente, che rappresenta il modello al quale noi europei – come ha garbatamente affermato il Prof. Michele Spina nelle sue conclusioni - dovremmo, forse, guardare con più interesse, meglio calibrando talune riforme dettate da calcoli di risparmio, cui non sempre fa riscontro un’adeguata efficacia !