( aggiorn.giugno 2016 )

A Danzica, costruttivo confronto con i  vari sistemi

europei nell’ambito dei  Giudici Laici.

 

Nota a cura dell’Avv. Margherita Morelli (*)

 

Dopo la riforma Organica della Magistratura Onoraria ,

introdotta con la Legge n° 57/16, i giudici di pace italiani sono già sul piede

di guerra, giudicando assolutamente inadeguato il testo della legge.

Quasi in coincidenza con la contestata riforma, si è riunita nel Nord della Polonia, a Danzica (dal 13 al 15 maggio), l’ Assemblea delle Rete delle Associazioni Europee dei Giudici Laici , in occasione della Giornata Europea del Giudice Laico,

organizzata dall’Associazione Polacca dei Giudici Laici, in collaborazione con L’ENALJ(European Network of Lay

Judges) per la celebrazione del 25° anniversario della Costituzione polacca.

Nel corso dell’evento, presso la Sala Dwor Artusa

nel centro storico ella città, i rappresentanti istituzionali ed i presidenti delle rispettive associazioni di ben otto paesi europei (tra cui l’Italia) hanno concordemente evidenziato l’importanza che assume la magistratura laica, ossia la magistratura non professionale nella società civile quale elemento irrinunciabile di democrazia a cui va riconosciuta una posizione fondamentale nel panorama giudiziario.

Sono state illustrate le competenze , il ruolo e il fondamentale apporto alla giurisdizione riconosciuto anche dai magistrati professionali ,dei giudici di pace polacchi che hanno competenze in materia di Criminal Law, Civil law and Family Law.

Tutti gli interventi hanno, tuttavia, evidenziato l’esigenza di una maggiore professionalità

dei giudici laici, quale strumento per ottenere una definitiva legittimazione nel

panorama giudiziario polacco unitamente alla necessità di un costante dialogo con gli organi istituzionali.

E’ emerso, così, che anche in Polonia si tende a una riduzione del numero dei giudici di pace che sono reclutati con un sistema elettivo e svolgono circa 20 udienza all’anno ricevendo una indennità per ogni udienza.

Nel corso della seconda parte dei lavori , presso il Palazzo del Municipio, è stato trattato l’ordine del giorno, in cui le varie delegazioni hanno riferito

sulle competenze e sulla condizione dei giudici laici nei singoli paesi dell’Unione Europea. Da parte sua, la delegazione italiana ha illustrato, in un breve documento, i principali aspetti della riforma della magistratura onoraria oggetto di delega al Governo, in cui confluisco ora i giudici di pace e i giudici onorari di tribunale (GOP) che costituiscono la magistratura giudicante e la nuova figura dei Vice Procuratori Onorari, che costituiscono la magistratura requirente in un’autonoma articolazione presso le Procure.

Dal confronto tra i vari sistemi è emerso che in Italia, per i nuovi Giudici Onorari di Pace, è previsto un corposo aumento di competenze, oltre quelle già previste, in materia civile penale.

Si è appreso che in Austria, Belgio e Svezia i giudici laici sono competenti soprattutto in materia commerciale, mentre in Germania vi sono due

figure di giudici laici che godono di grande considerazione presso la magistratura professionale a cagione della loro riconosciuta capacità e si occupano rispettivamente di materie penali e amministrative.

E’ emerso, in larga misura, una tendenza dei Governi alla riduzione dei giudici non professionali, attraverso una riduzione delle loro competenze per ragioni generalmente economiche e da una scarsa attenzione alle istanze della categoria che restano per la maggior parte inascoltate.

In Ungheria, per esempio,la competenza penale è inesistente mentre si tende a un maggiore riconoscimento attraverso una codificazione delle competenze, solo dei giudici che si occupano di materie militari.

In Austria, si tende ad abolire la competenza penale, in Svezia vi è stata una riduzione delle competenze in materia penale e di diritto di famiglia e un’analoga situazione si è riscontrata in Finlandia laddove si tende a ridurre solo il numero dei giudici di pace e manca un riconoscimento del loro ruolo pubblico a causa del sistema elettivo che porta spesso a inopinate scelte di natura politica.

Sono restate anche per la maggior parte inascoltate le istanze volte a rivedere l’intero sistema, rifondandolo su basi etiche. Anche l’Irlanda ha lamentato una riduzione negli ultimi dieci anni, del numero delle competenze penali e nel diritto di famiglia dei giudici laici mentre la Polonia ha evidenziato un maggiore interesse e una particolare attenzione delle autorità nazionali alla condizione dei

giudici di pace pur non essendo la situazione del tutto positiva. Germania e

Finlandia in particolare, hanno evidenziato la deriva dei sistemi elettivi che non solo portano spesso a scegliere giudici incompetenti e impreparati ma producono,corruttela, incompatibilità e conflitti di interesse.

Dal quadro europeo è emerso ovunque, un forte senso di precarietà della magistratura laica a cui si contrappone d’altro canto,l’esigenza insopprimibile avvertita dai

giudici laici di un maggiore riconoscimento e di una maggiore professionalità.

Notevole è apparsa, in quasi tutti i Governi dell’UE la tendenza ad abbassare i limiti di età dei giudici non professionali.

La Finlandia ha lamentato una disparità di trattamento con i magistrati

professionali che restano in servizio fino a 68 anni mentre per i giudici laici i limiti di età per assumere l’incarico vanno dai 25 a 64 anni .Tale situazione appare non dissimile da quella Italiana dove in poco tempo,si è avuto un graduale abbassamento del limite di età dei magistrati onorari, dagli iniziali 75 anni, fino a giungere al limite di 68 anni per i magistrati in servizio, come

prevede l’attuale riforma, mentre i giudici di carriera cessano l’attività a 70 anni .

In alcuni paesi si sono evidenziati percorsi riformatori in itinere, sia sul sistema Giustizia che sulle funzioni dei magistrati laici e sono apparse comuni le

notevoli e spesso insormontabili difficoltà di interloquire con la politica,protesa a risparmiare ovunque inopinatamente sui costi della giustizia.

A conclusione dei lavori è stata proposta l’ introduzione nei vari sistemi, di principi etici , di supporto anche a un Codice Etico Europeo in cui siano

contenuti valori , principi e norme di comportamento a cui deve ispirarsi il ruolo del giudice laico.

La Germania, dal proprio canto, ha proposto di

introdurre un sistema di incompatibilità per evitare conflitti di interesse ed ha

elaborato e distribuito una proposta di Codice Etico (Ethical conduct of lay Judges). E stato proposto anche, come necessario

supporto, lo svolgimento di seminari di “qualificazione etica” .L’Italia che, invece,

ha posto sempre grande attenzione ai temi etici, durante l’elaborazione e la

redazione della Carta Europea del Giudice Laico sottoscritta a Bruxelles nel maggio 2012 ,ha inviato un emendamento tratto dal Codice Etico del Magistrato,

contenuto nell’art.VIII.

I delegati hanno concordato infine, sull’organizzazione di una Conferenza Europea presso il Parlamento

Europeo e la Commissione Europea che abbia come obiettivo primario il sostegno ai vari sistemi nazionali mediante l’ENALJ e la istituzione di una Commissione preparatoria alla Conferenza composta da Germania ,Irlanda, Austria e Belgio.Lo scopo è quello di sostenere i giudici laici in Europa dando un sopporto alla risoluzione dei problemi della

magistratura laica attraverso l’Associazione Europea dei Giudici Laici che resta consacrata come importante strumento di sostegno nei vari paesi

dell’Unione anche auspicando una maggiore unità e un più costante impegno tra le varie Associazioni aderenti all’ENALJ ,presupposto necessario e ineludibile.

Il confronto con i delegati dei paesi intervenuti alla convention , in attesa dei decreti attuativi della delega al Governo italiano, indubbiamente,dunque,

si è rivelato di notevole importanza soprattutto perché ha consentito di assumere anche una maggiore consapevolezza

del percorso riformatore intrapreso dal legislatore italiano.



(*) Giudice di pace - rappresentante della delegazione Italiana.