(agg. ottobre 2016)

 

LA RESPONSABILITA’ MEDICA, ALLA LUCE DELLE

RECENTI INNOVAZIONI DELLA GIURISPRUDENZA DI LEGITTIMITA’

di: Vincenzo Ceraldi*

Si è tenuto sabato 22 Ottobre 2016,presso il Roccamonfina Palace Hotel di Roccamonfina, un importante convegno giuridico sul tema:“Responsabilità Medica e Vessatorietà della clausola Claims Made". L’evento,organizzato dall'Associazione degli Avvocati Aurunci Caleni Domitii e Sidicini, con il patrocinio dell’Ordine degli Avvocati di S.Maria Capua Vetere, presideduto dall’Avv.Carlo Grillo,ha avuto come relatori il Dott. Marco Rossetti, Consigliere della Corte di Cassazione e il Dott. Giovanni D'Onofrio,Giudice del Tribunale di S.Maria Capua Vetere e Coordinatore della Articolazione Territoriale di Caserta. L’ Associazione degli Avvocati Caleni da diciassette anni organizza convegni giuridici sulle più svariate tematiche giuridiche. Il primo convegno venne organizzato proprio a Roccamonfina, a Villa ai Monti, ed ebbe come tema il Danno Ambientale, altri convegni di particolare importanza si tennero presso la sede dell'allora sezione Distaccata di Carinola del Tribunale di S.Maria Capua Vetere sulla Giustizia Onoraria Penale (relatore: il Presidente Ernesto Aghina) ed ancora il Processo Telematico(relatrice la Dott.ssa Floretta Rolleri, oggi alla Corte Costituzionale ed all'epoca Direttore Generale dela Informatizzazione del Ministero della Giustizia) e infine sull'Antidoping(relatori, oltre all'allora Vice Presidente del Tribunale Antidoping avv. Luca Fiormonte, l'indimenticabile Pietro Mennea e da ultimo quellidel 21 Ottobre 2013 sul tema "Consulenza

Tecnica d'Ufficio” e del 19 Novembre 2014 a Caserta sul tema "Riforma della Giustizia Civile alla luce della L.162/2014" che hanno visto come relatore il consigliere di Cassazione dott. Marco Rossetti, ultimi Anche l’argomento prescelto per l’incontro del 22 scorso si è rivelato di particolare interesse, soprattutto alla luce dei tanti giudicati intervenuti sulla materia: da ultimo quello delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione (sentenza del 6 maggio 2016 n. 9140, Rel. Amendola)con cui è stata stabilita la non vessatorietà di detta clausola nel contratto di assicurazione della responsabilità civile , subordinando l’operatività della copertura assicurativa alla concomitanza della "data commissidelicti"

cioè della data in cui si è verificato il fatto illecito con la data della richiesta risarcitoria entrambe rientranti nel periodo di efficacia del contratto (che la stessa sentenza definisce clausola mista o impura) o, comunque, entro determinati periodi di tempo preventivamente individuati.Per vero – è stato sottolineato nei pregevoli interventi –E’ stato la pronuncia delle Sezioni Unite prevede, al punto 17 con richiamo al 12 della parte motiva, che se è “approdo pacifico della teoria generale del contratto la possibilità di estendere il sindacato al singolo patto atipico, inserito in un contratto tipico, è di intuitiva evidenza che qualsivoglia indagine sulla meritevolezza deve necessariamente essere condotta in concreto, con riferimento, cioè, alla fattispecie negoziale di volta in volta sottoposta alla valutazione dell’interprete.” E’ stato, inoltre, sottolineato dagli oratori che, preoccupandosi( al punto 18 id.),nel caso in cui la richiesta di risarcimento sia stata proposta per la prima volta dopo la scadenza della polizza, di una mancanza del “rapporto di corrispettività fra il pagamento del premio e il diritto all’indennizzo”, con richiamo della sentenza della stessa Corte n., la S.C. haipotizzato problemi di validità della clausola, dichiarando “non vessatoria la clausola mista o impura” e stabilendo che “in presenza di particolari condizioni, può, tuttavia, essere dichiarata nulla per difetto di meritevolezza ovvero, laddove sia applicabile la disciplina di cui al decreto legislativo n.206 del 2005 (quello che impone al professionista di contrarre polizza assicurativa per la responsabilità civile) per il fatto di determinare a carico del consumatore -nella fattispecie il professionista- un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi derivanti dal contratto”:in tal caso, allora, la relativa valutazione dovrà farla il giudice di merito e se congruamente motivata non sarà censurabile in sede di legittimità. Quindi è più che evidente che discussione è tutt’altro chiusa. Agli avvocati partecipanti, come ha sottolineato il vicepresidente dell’Ordine Forense Avv.Buco, sono stati attribuiti tre crediti formativi.

 

*Presidente Ass.Avvocati Aurunci Caleni Domitii e Sidicini