agg. settembre 2018

CAUSE ECOMOMICHE E SOCIALI DELLA POVERTA’, QUALE RIMEDIO ?

Nell’affrontare un tema tanto delicato come quello della povertà, che rappresenta una delle piaghe del nostro Paese, che pure è annoverato tra quelli più industrializzati e perciò stesso, con un maggior tasso di redditività, non intendiamo soffermarci sulla recente riforma legislativa volta a debellare il fenomeno o, quanto meno, a ridurne la portata. E’ incontestabile che la povertà, in senso lato, non rappresenta necessariamente il frutto di una condizione di svantaggio sociale, quale la disoccupazione o la

mancanza di lavoro dignitosamente retribuito, secondo il dettato dell’ art.36 della Costituzione: essa, infatti, può colpire anche soggetti titolari di un buon lavoro e, quindi, di un adeguato reddito, ma vittime del gioco (c.d.: ludopatia), che li trascina in una condizione di (procurata) indigenza accompagnata da uno stato di depressione e abulia che li conduce, talora, verso la microcriminalità, illusoriamente considerata strumento di personale risanamento

economico…

Quale, allora, un possibile rimedio per questo tipo di povertà che dilaga e si diffonde tra giovani e meno giovani di entrambi i sessi e in tutti gli strati sociali? Da anni, nelle piazze delle nostre città (e anche sull’intero territorio nazionale), assistiamo all’attività operosa di cittadini e di associazioni di volontariato, con gazebi in cui si fa opera di sostegno per la lotta a malattie sociali, come leucemia, diabete , con distribuzione di materiale illustrativo e raccolta di firme.

Perché, allora, non mobilitare, con le stesse

modalità, le nostre energie di cittadini consapevoli e solidali per combattere il fenomeno della ludopatia quale fonte di povertà e contribuire a limitare il propagarsi degli effetti di questo male invisibile che si riverberano anche sulla condizione di vita delle famiglie dei soggetti

direttamente interessati ?

Non sembri superfluo ricordare, nei documenti da sottoscrivere e diffondere, che nel nostro parlamento giacciono, da anni, numerosi disegni di legge volti ad affrontare il drammatico

fenomeno di cui sarebbe ora di occuparsi: per tutti, citiamo, a mo’ di esempio, quello recante il n,284 depositato in senato nel lontano agosto 2004!

L’opera di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e, ancor più, delle istituzioni e dei mezzi di comunicazione, sollecitata da queste colonne, dovrà essere, dunque, perseguita chiedendo alle

autorità statali e municipali, ciascuna per quanto di competenza di : a) limitare e sorvegliare il numero delle sale da gioco, il cui proliferare si traduce in un’eccessiva offerta di un’attività dalle conseguenze palesemente deleterie; b) proibire la pubblicità dei “giochi” che, con lusinghe di facili guadagni, attirano un numero crescente di cittadini, a nulla valendo l’avvertenza dei suoi effetti patologici, la cui frettolosa e stereotipa elencazione ricorda la scritta sui pacchetti di sigarette (“ll fumo uccide”) che definire ipocrita può apparire perfino eufemistico !