LEGGI, DECRETI & PRIORITA’/ Covid-19 e libertà costituzionali “sospese”

di ENRICO ROMANO

Per allentare l’ansia di queste ore grige, muovo da lontano, sorridendo senza alcun intento polemico, per approdare a considerazioni ben

più serie e - spero - condivisibili. Il nostro è un Paese davvero strano.

Dallametà degli anni quaranta (epoca in cui Giovanni Agnelli ha conseguito la laurea in giurisprudenza) e fino al 2003 (anno della sua scomparsa) il leader della Casa automobilistica torinese è stato, da tutti, identificato come “l’Avvocato”, pur non avendo mai espletato la nobile professione forense, destinato –

come fu – alla guida dell’industria di famiglia!

E’ accaduto, poi, che in tempi recenti, le sorti della vita politica italiana sono passate nelle mani di un dignitoso e giovane rappresentante del mondo forense, che si è autoproclamato ”Avvocato” per antonomasia.

A ben riflettere, è la prima volta che ciò è accaduto, anche se di personalità che ne avrebbero avuto titolo se ne sono succedute

numerose : basti pensare ad Enrico De Nicola, Luigi Einaudi, Giovanni Leone, per limitare il ricordo ad alcuni dei nostri Padri Costituenti !

E a proposito di Costituzione, venendo a temi più seri e correlati all’ emergenza che stiamo vivendo e alla normativa emergenziale adottata dall’Esecutivo e, in particolare, dall’Avvocato che lo guida, vale ricordare che:- la “tutela della salute è fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”

(art,32);-“ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte

del territorio nazionale, salvo le limitazioni

che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza”(art.16).

Opportunamente, dunque, i recenti provvedimenti governativi, in attuazione di norme di rango costituzionale previste per casi eccezionali, (come certamente è quello di questi giorni), allo scopo di frenare il diffondersi del contagio, hanno imposto, su tutto il territorio, il

divieto di uscire dal proprio paese, disponendo, di fatto, una limitazione della libertà di movimento.

Che dire, invece, sulla applicazione della cd.Legge sulla privacy (D.Lgst.196/2003), in forza della quale nelle città dove si verificano i casi di

contagio si omette l’indicazione della identità delle persone colpite, considerate ed indicate con dei freddi numeri, paziente 0,1,2,… ?

E’ giusto sacrificare all’altare della privacy il diritto di veder tutelata la propria salute?

In proposito, vale ricordare che la citata norma, al pari del Decreto 101/2018 che ha recepito il Regolamento 2016/676 dell’UE (General Data Protection Regulation) non solo non è di rango costituzionale, ma - per di più - è volta alla salvaguardia dei dati sensibili del singolo, ma nulla dice con riguardo alla tutela del bene supremo che è quello della salute della collettività, peraltro espressamente evocata dall’art.32 della Costituzione sopra citato.

Da tale rilievo, dunque, potrebbe scaturire la possibilità, sia pure con le dovute cautele, di sospendere parte delle disposizioni contenute nella Legge della privacy,

limitatamente alla comunicazione dei nominativi dei contagiati , tenuto conto che, a ben considerare, non si tratta di un vero e proprio dato sensibile, trattandosi di un evento dovuto a cause indipendenti dai soggetti, il cui monitoraggio e la cui conoscibilità, lungi dall’arrecare danno agli interessati (sottoposti alle cure volte alla loro guarigione) potrebbe impedire la diffusione del contagio a terzi, tutelando, con ciò stesso, la salute della collettività, secondo il ricordato dettato costituzionale.

Sappiamo bene che i paesi asiatici (come, ad esempio: la Corea) , in cui i criteri sopra accennati sono stati messi in atto con successo, sono retti da regimi ben diversi da quello di libertà democratica che fortunatamente vige nella nostra Nazione, ma ciò non impedisce di

ipotizzare che quelle iniziative possano da noi essere temporaneamente adottate per la superiore finalità di tutela del bene-salute della collettività.

E’ questa un’evenienza che sommessamente ci permettiamo di affidare alla meditazione dei nostri governanti, ben consci della eccezionalità del momento che impone misure e sacrifici,

altrettanto eccezionali, di spazi di libertà, per fortuna limitati in un tempo auspicabilmente breve!