…LA  FINE DELL’ODISSEA !

Come il lettore ricorderà, allorchè il Libro la (ragna)tela di Penelope ha visto la luce (“finito di stampare nel maggio 2019”), la traversia giudiziaria del povero Ulisse, iniziata circa tranta anni or sono, non si era ancora conclusa.

Il processo di secondo grado, infatti, a distanza di cinque anni dall’appello proposto dalla Procura generale contro la sentenza di primo grado del 2013, era stato fissato per il febbraio dello scorso anno (2019) e differito al luglio dello stesso anno. Nel dar conto di ciò, senza possedere alcuna capacità profetica, prefigurammo una “prevedibile conferma della prescrizione del reato e la caduta del carico pendente che affligge l’incensurato Ulisse (oggi ultracinquantenne) dal 1990!” (così: ante pag.19).

Finalmente quella udienza si è tenuta il 3 luglio dell’anno appena trascorso, con la presenza di tutti gli imputati ed i rispettivi legali ,tra cui quello del nostro Ulisse, nell’ occasione assistito dall' 

 

Avv.Romano jr, nel frattempo divenuto titolare dello studio e, come tale, aggiunto alla difesa.Lo svolgimento dell’udienza ed il suo epilogo meritano di essere narrati nel dettaglio, sia pure con la dovuta sintesi…

Dopo un sobrio intervento del Consigliere relatore, prendeva la parola il rappresentante della Pubblica accusa, nella persona di un Sostituto Procuratore generale, il quale testualmente dichiarava che “pur non rinunziando all’appello non intendeva, tuttavia, coltivarlo”. Su queste conclusioni, di cui ci limitiamo a sottolineare la contraddittoria originalità, la Corte, dopo brevi arringhe dei difensori, emetteva la sentenza con cui rigettava l’appello (avanzato dalla Procura) e confermava la prescrizione, ponendo fine alla trentennale odissea giudiziaria.

Ai posteri ed ai lettori ogni commento !