OMO OMMINI… VIRUS ! Noterelle Coronavirali

di ENRICO ROMANO

L’espressione latina (Homo, homini lupus) mutuata dal filosofo Hobbes dall’Asinara di Plauto, adattata ai nostri giorni e resa più accessibile in dialetto trasteverino, rivela la condizione dei cittadini nell’era covidiana e, ancor più, in quella post-covidiana, definita dal nostro governo “fase 2, ma con prudenza”!

In questi tempi di abuso di terminologie straniere (lockdown, triage ecc.), stupisce che si sia fatto ricorso alla lingua italiana per la” fase” della ripartenza, sia pure graduale, con l’adozione delle regole di sicurezza, quali l’uso della mascherina ed il rispetto della distanza tra i soggetti. Per quanto riguarda quest’ultima prescrizione, non si può fare a meno di notare come, solo negli ultimi giorni il monocratico legislatore (ossia il Conte che la Tv si ostina a chiamare premier anziché primo ministro) si sia deciso a parlare di “distanziamento sociale”, correggendo la precedente definizione di sapore involontariamente discriminatorio…

Fino a pochi giorni or sono, infatti, veniva ripetuto l’invito alla “distanza sociale”, che , più che un criterio di protezione da contagio sembrava  riferirsi   al   rispetto   verso   i   nobili  

imposto al cittadino comune ( ”di basso ceto”), evocato nei versi pittoreschi della “Livella” dell’indimenticabile principe De Curtis !

In realtà, a giudicare dall’atteggiamento che le persone hanno assunto l’una verso l’altra a causa del covid19, meglio sarebbe parlare di “diffidenza sociale”…

Tornando ai barbarismi che contaminano la nostra bella lingua, è innegabile che essi siano la conseguenza di una diffusa modestia culturale. Un esempio per tutti: il termine “deadline” utilizzato per indicare la distanza di sicurezza da rispettare tra le persone e di fronte al banco di distribuzione di alimenti o medicinali. A confutazione di una tale fin troppo libera interpretazione, valga notare che con tale espressione inglese era indicato, nei campi di prigionia, ,il limite (line) superato il quale un fuggitivo poteva essere sparato e ucciso (dead)!Come si vede vi sarebbe più di un motivo per mettere mano ad un vero e proprio processo di ecologia linguistica che faccia giustizia degli eccessi di forestierismi in questa nostra penisola covidizzata, almeno fino alla sperata “Fase3” !