(aggiorn.nov.2018)

REGOLAMENTO ANAC & WHISTLEBLOWING

                                                                                                        di MARIO ROMANO

Le linee Guida pubblicate dall’Anac ( nella G.U. serie generale n. 110 del 14 maggio 2015) in materia di tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti (cd.”whistleblowing”, con richiamo alla figura dell’arbitro chr fischia un fallo) avevano l’obiettivo di dettare una disciplina volta ad incoraggiare i dipendenti pubblici a denunciare gli illeciti di cui vengano a conoscenza nell’ambito del rapporto di lavoro e, al contempo, a garantirne un’efficace tutela.

 Successivamente, la legge n. 19 del 30.11.2017 (pubblicata in G.U. Serie generale n. 291 del 14.12.2017) , recependo le predette Linee Guida dell’Anac ha aumentato le tutele verso i segnalatori, modificando l’art. 54 bis del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.

Da ultimo l’Anac,  con la delibera n. 1033 del 30 ottobre 2018, ha emanato il Regolamento (in G.U. Serie Generale n. 269 del 19 novembre 2018) sull’esercizio del potere sanzionatorio in materia di tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell’ambito di un rapporto di lavoro di cui all’art. 54-bis del d.lgs. 165/2001 (appunto: whistleblowing).

Il regolamento , all’art.3, chiarisce che l’Autorità ha potere sanzionatorio: a) d’ufficio, qualora accerti una o più delle violazioni di cui all’art. 54-bis, comma 6, nell’ambito di attività espletate 

secondo la Direttiva annuale sullo svolgimento della funzione di vigilanza dell’Autorità; b) su comunicazione di cui all’art. 1, comma 1, lett. h); c) su segnalazione di cui all’art. 1, comma 1, lett. i). 2. Le comunicazioni e le segnalazioni sono presentate, di norma, attraverso il modulo della piattaforma informatica disponibile sul sito istituzionale dell’Autorità, che utilizza strumenti di crittografia e garantisce la riservatezza dell’identità del segnalante e del contenuto della segnalazione nonché della relativa documentazione.

Il procedimento si avvia come disciplinato all’art. 7 e viene compiuta l’istruttoria come disciplinato all’art. 8 procedendo in  estrema sintesi all’esame degli atti del procedimento sanzionatorio.

Al termine dell’istruttoria, qualora non ricorrano i presupposti per l’archiviazione ovvero qualora sia stata riscontrata l’assenza dei presupposti di fatto o di diritto per la comminazione della sanzione amministrativa pecuniaria l’ufficio, entro 180 giorni dalla data di avvio del procedimento, comunica all’interessato che intende proporre al Consiglio l’adozione del provvedimento sanzionatorio.

L’interessato, entro 10 giorni dalla comunicazione può presentare ulteriori memorie difensive, ovvero chiedere l’audizione in Consiglio, in presenza di circostanze e fatti nuovi rispetto a quanto accertato in sede istruttoria.