LE SFOGLIATELLE IN PARADISO

Tra storia, sogno e fantasia 

A cura del Direttore

Cultura umanistica e profondo senso della Storia, rivestiti da uno stile narrativo asciutto ed  efficace: sono questi gli elementi che il lettore si aspetta (e ritrova) nel lavoro letterario del Magistrato-Scrittore Paolo Albano.

       Ciò che, invece, non ti aspetti  - e che piacevolmente ti sorprende - è la fantasia con cui l’Autore propone fatti e personaggi reali ed immaginari, resi vivi nel corso di un  viaggio onirico descritto con tratti di intenso realismo !

       E’ così che, fra le  tante, prendono corpo le figure di Ponzio Pilato, di Gesù Cristo e del Centurione, ridisegnate in una dimensione diversa da quella tradizionale, ma non per questo meno credibile.

      Apparentemente senza un filo conduttore, l’opera si snoda attraverso la descrizione di eventi storici ed episodi talvolta, frutto di ricordi giovanili o di sogni magicamente rivissuti, in un percorso introspettivo assolutamente privo di intenti didascalici, proteso com’è alla ricerca di verità irraggiungibili.

 

      


continua

 

Emblematica, a questo proposito, si rivela la lettura della “Cronaca del Paradiso”, immaginariamente ritrovata su di un vecchio giornale, purtroppo lacero e privo della parte finale, che resta, perciò, sconosciuta, così come la descrizione dell’errore giudiziario, paradossalmente verificatosi addirittura nell’aldilà, di cui è rimasto vittima “L’Evaso” a causa di una deprecabile omonimia, proprio come talvolta accade nei tribunali dell’aldiquà  nei nostri umani tribunali!

 

 

 

Collocati al termine del libro, non meno originali, quanto imprevedibili, risultano, poi, i “Romanzi brevissimi” che rivelano una volta di più il senso dell'umorismo e l’amore per l’assurdo, insospettabili nella austera persona dell’Autore.

       Naturalmente nelle oltre duecentottanta pagine (seguite da tre pagine rigorosamente bianche) vi è molto di più e non vogliamo sottrarre al lettore il piacere di scoprirne il contenuto.

       Quanto alla presenza delle tre pagine bianche, essa è quasi certamente  dovuta ad esigenze di impaginazione e, tuttavia, a noi piace credere che, collocandole  al termine del volume, l’Editore abbia voluto lasciare spazio per eventuali impressioni e commenti.

       Con tale convinzione, dunque, le riempiamo esprimendo all’Autore vivo apprezzamento e profonda  gratitudine per averci donato, con questo lavoro,  un soffio di aria  fresca  e pulita di cui avvertivamo un gran bisogno in  questa torrida estate, funestata da conflitti atroci che sembrano richiamare quelli immaginari descritti  nel capitolo dedicato ad “Un altro Universo” !

 

       Per fortuna al termine del libro c’è il profumo delle sfogliatelle con cui il pasticciere partenopeo inonda il Paradiso e da cui il volume prende il  titolo, quasi  a rimarcare l’ispirazione improntata alla leggerezza elemento quest'ultimo che induce all’ottimismo e ci spinge a  ripetere da queste colonne un sincero grazie.

 

(Mario Romano)