NOTA REDAZIONALE

IL DUBBIO , MICROFONO D’ORO ?

Smascher(in)iamo il buco del giornale

E’ di questi giorni la notizia, per vero quasi del tutto ignorata dagli organi di stampa cartacei e audiovisivi :

IL DUBBIO (giornale creato motu proprio dal Consiglio Nazionale Forense), ha chiuso il proprio bilancio con un vistoso passivo milionario ! Mentre

ci si chiede che cosa ha spinto il CNF ad isitituire un quoridiano generalista, ponendovi alla guida un giornalista professionista, con una remunerazione

adeguata ai suoi meriti, dal momento che la pubblicazione, dal giorno della sua uscita, risulta assente nelle edicole di moltissime città e - a quanto si apprende - è recapitata telematicamente solo ad uno sparuto gruppo di (fortunati?) lettori-avvocati.

La testata, dunque, esplica l’ unica funzione di microfono privilegiato, quanto prezioso (considerato il costo a peso d’oro…) per il presidente del CNF ? Dalle sue colonne, infatti, l’Avv. Mascherin - in vista ell’assise denominata G7

dell’informazione (Roma, 14 settembre 2017) - enfatizzando giustamente il ruolo della comunicazione, ha preannunciato che l’avvocatura è orientata a “percorrere il sentiero della informazione telematica”, cosa quest’ultima affermata come una sorta di novità epocale, laddove, da decenni, esistono pubblicazioni (come quella su cui compare questo scritto) che si avvalgono del web e raggiungono migliaia di lettori, come è riscontrabile dal numero di visite segnate sul contatore digitale !.

Il realtà , non può tacersi che il CNF, nelle cui casse affluiscono i contributi economici degli avvocati italiani, non ha tra i suoi compiti istituzionali quello di utilizzare il patrimonio per finanziare attività imprenditoriali estranee ai suoi fini precipui, che si

identificano nella tutela della Classe forense e nella sua rappresentanza, tanto più se questo tipo di imprese comportano un passivo economico…

Non meno sconcerto, poi, ha provocato tra noi avvocati l’altra iniziativa (anch’essa assai poco istituzionale) della deliberazione adottata pro domo sua, con cui lo stesso CNF ha deciso di autoliquidare lauti compensi ai suoi membri, la cui attività fin ad oggi era stata sempre prestata a titolo gratuito dai predecessori di Mascherin & C., non per spirito francescano ma in ossequio alle regole istituzionali che presiedono ai COA ed allo stesso CNF: l’ammontare deliberato ascende ad € 80.000,00 annui per i componenti dell’esecutivo (presidente, segretario e tesoriere) ed € 500,00 per ogni seduta per ciascun consigliere. Tutto questo, proprio mentre in parlamento si discute la proposta di legge volta all’abolizione dei privilegi (vitalizi ecc.) di cui sono titolari i nostri parlamentari ! Ma tant’è. Rebus sic stantibus, da più parti si avvverte l’esigenza di un serio dibattito all’interno delle associazioni forensi per formulare proposte di revoca o di equilibata modifica dei deliberati adottati ai piani alti dell’Avvocatura !