UN ACCORATO MONITO ALLA CASSA FORENSE

 

Spett.le Presidente,

 

Colgo l’occasione per salutarla e per scriverle in

maniera diretta, a fronte della situazione attuale. Premetto che il presente indirizzo email mi è stato fornito da un dipendente della Cassa Forense, presso cui mi sono recata personalmente alla sede ubicata in Roma e che mi ha gentilmente consegnato, stante la sua impossibilità a ricevermi. Con la presente è mia intenzione non contestare o criticare i sistemi adottati ma nell’ interesse della mia categoria, esclusivamente ribadisco, conformemente a un criterio quale quello sancito dalla Costituzione, ossia della solidarietà, sento il dovere , in quanto giovane avvocato, di affermare la mia idea, non volta ad agire in spregio di quelle che sono le regole della diligenza e dell’etica professionale ma nel rispetto della professione in cui credo e sul quale a fronte di un titolo conseguito a livello nazionale, ho giurato. Presidente, il mio è un monito volto a non sovvertire ma a rivedere la posizione della Cassa Forense nei confrnti di tutti gli iscritti. Ritengo che sia giusto, nell’ ottica dell’ equità sociale, valutare una esenzione per coloro che versano in situazioni di disagio e rapportare il pagamento all’ effettivo introito. Non mi esonererei dal versamento di un contributo previdenziale, doveroso, in quanto versato nel mio interesse, ma bisogna adeguare con ragionevolezza e onestà intellettuale i pagamenti alla situazione effettiva e concreta. Pertanto, credo sia opportuno, e mi auguro che lei possa anche solo visionare questa email, che può risultare una goccia irrilevante rispetto alle tante richiesta di avvocati, di sicuro più autorevoli di me e di Presidenti, ma credo anche che, conoscendola e avendola ascoltato ai vari convegni, ho avuto modo di riscontrare a sua intelligente predisposizione al dialogo, ammirando anche il concetto ribadito da lei in un articolo di un quotidiano, nel quale sottolineava l’ importanza di Cassa Forense, come grande famiglia a sostegno di una classe che merita di far riconoscere la propria dignità.

 

 

Mi scuso se sono risultata probabilmente prolissa ma senza voler sottrarmi alle responsabilità cui un professionista è proposto, le rappresento e soprattutto le chiedo che oltre ai DDL si valuti la precarietà e il disagio della nostra categoria e dei tempi palesemente lunghi dei vari giuidizi. Mi auguro di poter essere stata almeno in parte chiara nel delineare quella che è la significativa posizione in cui versa la giovane avvocatura. Le

sottolineo e le affermo che la mia volontà è assolutamente volta a mettere in luce un dato di fatto, con obbiettività e scevra da qualsiasi idealismo politico. Le aggiungo anche che mi è stato insegnato che oggi ciò che conta e che ci fa meritare il rispetto è l’Etica, pertanto se per intraprendere una causa che non ha motivo di esistere, al fine di avere più introiti per effettuare versamenti volti ad una mia futura contribuzione, dovessi agire in maniera non consona a quella che la coscienza e il dovere ci imongono e mi impongono, allora credo che avrebbe tutte le ragioni di cancellarmi, anzi io le chiederei di provvedere alla mia cancellazione, perché non sarei meritevole di sercitare questa professione.

Con stima e rispetto, mi auguro di incontrarla e di poter interloquire con lei di persona. Grazie.

 

Avv. Mariangela Vistocco – Ordine Avvocati di Salerno.