( aggiorn.sett. 2015 )

 

A V V O C A T U R A  & RIFORMA

delle Elezioni Forensi:

 

Necessità di adeguamento dopo la sentenza del Tar

 

( importante presa di posizione dell’A.N.F.)

 

ASSOCIAZIONE NAZIONALE FORENSE – A.N.F.COMUNICATO STAMPA“Sul regolamento elettorale forense ex DM 170/14 non siintervenga con norme in corso d’opera. Laddove si è votato e non vi sono stateimpugnazioni dei risultati, il procedimento elettorale deve ritenersi conclusoe i risultati sono intangibili. Chi ha invece impugnato i risultati dinanzi alCNF, anche a seguito di processi amministrativi intrapresi, ha diritto ad unadecisione che tenga conto di quanto statuito dal TAR Lazio; chi deve procederecon le operazioni di voto, dovrà tener conto delle modifiche regolamentariapportate a seguito delle sentenze dei giudici amministrativi. Sarebbeopportuno che il Ministro si esprima chiaramente in tal senso”.Lo dichiara il segretario generale dell’Associazione NazionaleForense Luigi Pansini, che ha scritto in merito al Ministro della GiustiziaOrlando, a distanza di alcuni mesi dall’accoglimento da parte della giustiziaamministrativa del ricorso di ANF sull’illegittimità del regolamentoelettorale forense e alla vigilia dell’udienza di domani, 18 settembre, dinanzial Consiglio Nazionale Forense per la discussione dei ricorsi avverso irisultati elettorali di alcuni ordini circondariali. “Il Giudice Amministrativo –continua Pansini – annullando in parte il regolamento impugnato, ha ancheindicato la via per la corretta esecuzione delle sentenze, nel rispetto dei precetti costituzionali e del meccanismo elettorale costruito dal regolamento, tarato sull’equilibrio del rispetto delle minoranze e della parità di genere. Sarebbe un errore, e una forzatura evidente, un intervento normativo da parte del Ministero che vada ad incidere ora sulla questione. Si avrebbe il risultato che presso alcuni ordini si

cristallizzino risultati ottenuti con le regole del DM 170/14 (ai quali non ha fatto seguito alcuna impugnazione dinanzi al CNF) e presso altri si vada a votare con regole diverse per effetto dell’introduzione di una nuova norma, con nel

mezzo, ordini circondariali che hanno completato le operazioni elettorali e i cui risultati sono stati tempestivamente impugnati dinanzi al Consiglio Nazionale Forense”.

“Il ripensamento del sistema di rappresentanza dei COA attraverso un intervento sulle norme primarie della legge professionale n. 247/12, così come prospettato dal Ministro nell’incontro di agosto scorso, può essere condivisibile solo nell’ambito di un ripensamento dell’intero sistema di rappresentanza dell’Avvocatura (comprensivo dei COA e del CNF) e delle altre criticità della

legge professionale in tema di accesso, specializzazioni e formazione professionale

continua” – conclude Pansini.

 

Roma 17 settembre 2015