(aggiorn.febbr. 2015)

RIAFFERMATO DAL CONSIGLIO DI STATO IL PRINCIPIO DI LEGALITA’ NELLE ELEZIONI FORENSI

Con un’articolata ordinanza (la n.735/2015, depositata il 17 febbraio u.s.), la Quarta sezione del Consiglio di Stato (Relatore il Cons. Diego Sabatini) ha accolto il ricorso presentato dall’Associazione Nazionale degli Avvocati Italiani (ANAI) presieduta dall’Avv. Maurizio De Tilla, contro il Ministero di Giustizia, in relazione al dedotto contrasto tra la Legge 247/2012 e il regolamento volto a disciplinare le elezioni dei Consigli dell’Ordine degli Avvocati.Con la sua pronuncia, che rimette per il merito alla statuizione al TAR del Lazio a suo tempo investito della materia, il massimo organo della Giustizia amministrativa ha ribadito, nella espressione del voto, la inviolabilità del limite dei 2/3 fissato dall’art.28 comma 3 della evocata legge, finalizzato al rispetto delle minoranze, anche con riferimento a quelle di genere.

“Si tratta, senza dubbio, di una decisione di alto profilo democratico e costituzionale – ha osservato, con soddisfazione, l’Avv.Enrico

Romano, presidente della sezione ANAI di Santa Maria Capua Vetere - che, di fatto,

travolge ed annulla la possibilità di votare un’intera lista, la cui prevalenza (magari anche per un solo voto) avrebbe comportato l’occupazione da parte di un’unica compagine della rappresentanza dell’intera classe degli

avvocati, con una sorta di premio di maggioranza di tipo bulgaro, che riporta

alla memoria epoche da ritenersi definitivamente superate”.

A seguito del detto provvedimento, dunque, i Consigli dell’Ordine potranno svolgere le già fissate elezioni, adeguando le modalità di voto al criterio sancito dal CdS, scongiurando, così, la marea di ricorsi che una diversa determinazione inevitabilmente comporterebbe.