MASSIMO BORDIN: UN MAESTRO DI GIORNALISMO E DI VITA

di Mario Romano

   Era diventata una piacevole consuetudine quella di intrattenere un quasi quotidiano colloquio radiofonico con la inossidabile (giovane ultranovantenne) Laura Arconti ed ancor più la mezz’ora dedicata all’ascolto della Radio Radicale con l’acuta lezione politica sottesa alla  lettura critica dei giornali italiani da parte di Massimo Bordìn.

              A quasi due anni dalla scomparsa, la sua figura e l’intensità  che traspariva dal suo lavoro  tornano alla nostra mente come un patrimonio di passione civile ineguagliato ed ineguagliabile.

              La sua voce ruvida, ma piacevolissima, era la splendida cornice dei commenti sempre centrati e mai banali con cui, da autentico campione del Giornalismo, ha accompagnato milioni di ascoltatori!

             Con la sua maniera  di analizzare le notizie dei quotidiano, spregiudicatamente  fuori dagli schemi e talvolta, perfino, in disaccordo con l'indimenticabile Pannella (che gli faceva da contrappunto con eleganti provocazioni di natura socio-politica), Egli ha avuto la capacità di rendere accattivante e istruttiva la  rassegna stampa, rubrica che - sia detto senza alcun intento inutilmente   polemico -   da parte di molti  degli altri commentatori radio-televisivi appare quasi sempre condotta con pesante  “monotonia e assenza di colore che evocano il ricordo dello scaffale dell'analista con le bottigline tutte uguali", secondo una cruda, quanto veritiera, similitudine di Sergio Saviane, brillante scrittore e giornalista  degli anni sessanta, alla cui arguzia si deve la simpatica definizione di “mezzibusti” attribuita ai lettori del Tg, da allora costretti (!) a leggere in piedi !

   Sempre acute le osservazioni di Massimo su “Il Foglio” nella pagina intitolata Bordin line, rubrica che, insieme al libro “Il Complotto” (scritto a quattro mani con Massimo Teodori), gli valse, nel 2009, l’aggiudicazione di un importante Premio di Giornalismo, la cui motivazione ci piace riportare, quale sintesi efficace della sua  personalità:“A Massimo Bordin, il Collega che da anni ci sveglia ogni mattina con le sue puntuali, professionali e graffianti rassegne stampa, cesellando i fatti con opinioni di rara acutezza libertaria”.        

             La scomparsa di Bordìn, dunque, rappresenta  molto più che la perdita di una voce e chi lo amato non può che augurarsi che, per non oltraggiarne la figura e l’appassionata attività, non si consumi l'intento liberticida di soffocarne il ricordo, decretando la fine della "sua" Radio, che gli era rimasta nel cuore pur dopo il sofferto distacco dalla sua direzione, dovuto a divergenze di opinioni e non di potere con l’amico Marco Pannella.

            Ancora una volta, dunque, attraverso queste colonne, GIUSTIZIAOGGI ricorda, il Maestro di vita e di fede laica  che troppo presto ci ha lasciato.

 

             Di lui, tuttavia, ne siamo certi, resterà indelebile il pensiero limpido, espresso attraveso i suoi scritti e la sua roca  vocalità, sempre ricco di profondi significati socio-culturali, ben al di là delle visioni politiche cui non si era mai acriticamente uniformato !