(aggiorn. maggio 2023)

IL GIORNO EUROPEO DEL GIUDICE LAICO

di Alessia Periolo* e Margherita Morelli**

Sofia, 12-14 Maggio

Anche quest’anno, in concomitanza con la celebrazione della giornata europea del Giudice laico ed onorario, ha avuto luogo l’assemblea generale di Enalj.

Per la prima volta da quando esiste la Rete Europea delle Associazioni dei Giudici Laici ’costituita a Berlino nell’anno 2013 ,l’assemblea si è tenuta nella capitale della Bulgaria

       L’evento in cui non sono mancati momenti di folklore che hanno aperto la conferenza , è stato accolto con grande entusiasmo dalla Unione dei Giudici Laici di Bulgaria che ha collaborato ai lavori   organizzati dalla Fondazione costituita nel 2022 dal giovane ed eclettico giudice laico Mimo Garcia e che di occupa di disagio  minorile  

     L’incontro, che coincide anche con la festa dell’Europa, è stato presentato tramite una conferenza stampa presso la BTA, agenzia di stampa bulgara, cui hanno partecipato numerosi giornalisti, collegati anche online, nonché i rappresentanti delle delegazioni dei vari paesi di Enalj. Il desiderio di darne ampia diffusione anche attraverso la stampa ,è stato percepito come esigenza insopprimibile per sostenere il percorso di integrazione europea anche da parte dei giudici laici esponenti della società civile che supportano con la loro esperienza le decisioni dei tribunali accrescendo con la loro partecipazione ,la fiducia nella magistratura professionale.

      La visita presso il Tribunale Distrettuale dove alcuni giudici laici svolgono le loro funzioni anche in collegi minorili ha consentito il confronto sulle modalità di lavoro, lo sviluppo di contatti fra i membri europei ,oggetto dell’Agenda nei tre giorni in cui si è svolto l’intero evento

     Durante il convegno organizzato ,sabato 13 maggio, si è ribadito quanto sia importante collaborare e confrontarsi sulle tematiche che riguardano la giustizia.

I report dai vari Stati membri di ENALJ evidenziano come sia una costante comune l’attenzione alla formazione dei singoli giudici sottolineando se ancora ve ne fosse bisogno, come la magistratura onoraria sia attenta e desiderosa di intraprendere percorsi formativi di qualità, soprattutto  in merito alla comune legislazione del diritto europeo, sulla strada già indicata dal Consiglio d’Europa.

L’assemblea ha discusso della necessità che il lavoro svolto dai giudici onorari sia adeguatamente remunerato, alla luce delle competenze e professionalità messe in campo, nonché di Intelligenza Artificiale applicata al settore della giustizia che merita un approfondimento ulteriore anche per quanto concerne i giudici onorari.

E’ altresì intervenuta Nadya Valeva, Presidente della Camera nazionale della moda e del Consiglio Europeo della Moda, fondato nel 2007 da 11 nazioni ed ora giunto a 28 membri, organizzazione non governativa rappresentativa della moda e del fashion design.            Il Presidente del Consiglio europeo della moda ha parlato dell’obiettivo della sua associazione, che inserendosi nel programma Fashion HORIZON 2050 ha come obiettivo quello di dare attuazione alla Convenzione UE-UNESCO per la protezione e lo sviluppo di nuove forme di cultura, tra cui  la moda , inserita nei settori dell'istruzione e della formazione per sviluppare le competenze di tutti gli individui. In quest’ottica la Valeva ha evidenziato l’importanza che le norme comunitarie volte a tutelare la proprietà industriale, i marchi e brevetti, nonché le opere intellettuali trovino piena applicazione entro i confini nazionali.

 

     I lavori dell’Assemblea si sono conclusi con la partecipazione a una serata dal titolo Festa Lunare delle Luci, che vedeva il patrocinio del Parlamento europeo, sul tema dell’importanza dell’Unione Europea e che ha visto la proiezione di spettacoli luminosi creati da vari artisti provenienti da diversi paesi europei, quasi a sottolineare l’idea di fondo di tutto il congresso: Unione, Integrazione e  Cooperazione come elementi su cui costruire una comune Identità Europea.

 

*PastPresident ENALJ

**Vice presidente per la Formazione e l’Educazione ENALJ 



(aggiorn. Aprile 2023)

RIFORMA CARTABIA: L’ossimoro di una “riforma conservatrice”

                INTERVISTA all’Avv. Raffaele CRISILEO

a cura di Ernesto Genoni

L’ossimoro di una “riforma conservatrice” pervade il dibattito sulla riforma Cartabia.

       L’entrata in vigore (30 dicembre u.s.) di una parte della nuova riforma della giustizia penale e del sistema sanzionatorio ha aperto il dibattito per quanto riguarda l’efficienza del processo penale, la giustizia riparativa e la celere definizione dei procedimenti giudiziari.

       L’obiettivo è l’efficienza del processo e della giustizia penale con una riduzione drastica dei processi nei tre gradi di giudizio entro il 2026.  Il decreto interviene su codice penale, codice di procedura penale, nonché sulle leggi complementari.

      Il nuovo articolato che avrebbe dovuto entrare in vigore a novembre dello scorso anno, trattandosi di un intervento ampio, presenta  molteplici  implicazioni pratico-organizzative che ne hanno comportato lo slittamento.

      Ne parliamo con l’Avv. Raffaele G. Crisileo, noto penalista del Foro di Santa Maria Capua Vetere.

 Avvocato Crisileo, quali le novità più importanti e gli strumenti per attuare la riforma ?

- Si tratta, in effetti, di una riforma del sistema processuale e penale con modifiche al sistema sanzionatorio, attraverso l’introduzione della giustizia riparativa. Sono stati inseriti incentivi all’accesso ai riti speciali, ovvero al patteggiamento, al giudizio abbreviato e cosi via, nell’intento di sfoltire e snellire il sistema, realizzando una transizione telematica del processo penale.

Quali le novità e i problemi sul piano pratico ? 

- Il primo problema è la mancanza di fondi: basti pensare che la videoregistrazione  sostituirà la trascrizione; quindi, le aule dovranno avere le telecamere. E tutto questo comporterà un costo di non poco conto. 

Da più parti si pensa  che la riforma amplia i casi di messa alla prova, qual è la Sua opinione  in merito ?

-  Gli uffici dell’esecuzione penale esterna, in realtà,  già oggi sono in estrema difficoltà per cui credo  che sia  necessario creare degli uffici ad hoc per l’istruttoria delle pene sostitutive, in modo da sgravare l’esecuzione penale esterna. 

E per quanto interessa invece la giustizia riparativa, lei cosa propone ? 

- Ritengo che il primo problema sia quello di formare i così detti “mediatori”  e creare delle risorse organizzative. Non sappiamo come verrà attuata la giustizia riparativa. Certo alla vittima del reato, come al soggetto attivo, verrà consentito di partecipare alla risoluzione delle questioni derivanti dal fatto - reato commesso, con l'aiuto di un  mediatore. In buona sostanza ai programmi di giustizia riparativa si potrà accedere in ogni stato e grado del processo, anche prima della presentazione della querela o dopo la emissione della sentenza di condanna.

 

In questa fase quale sarà il compito degli avvocati?

- Premesso che gli accordi riparativi avranno un contenuto sanzionatorio, l’assistenza dei difensori sarà assai limitata. 

Come si concilieranno i tempi della giustizia riparativa con quelli del processo penale? 

-La giustizia riparativa non prevede termini, mentre la sospensione del processo per valutare la possibilità di programmi riparatori prevede 180 giorni di sospensione. In definitiva vedo  la giustizia riparativa utile in fase di esecuzione della pena, ove c’è già stata una condanna all’esito di un processo in cui l’autore del fatto è stato ritenuto responsabile da un giudice che, magari, si è pronunciato anche sulle situazioni civili.

Esistono già, nel nostro codice, istituti che prevedono forme di riparazione del danno o di rimozione delle conseguenze dannose del reato ?

- La risposta è certamente  affermativa. Si pensi ai reati di competenza del giudice di pace laddove è previsto il tentativo di conciliazione, nonché alle forme di estinzione del reato per intervenuto risarcimento del danno. Questa riforma dovrà essere accompagnata da una riorganizzazione degli uffici giudiziari con lo stanziamento di risorse. Viceversa  non vedo come possa essere realizzata.

E della transizione digitale?

- Si tratta di un progresso decisivo per migliorare la qualità del lavoro. Dovremmo chiederlo all’amministrazione della giustizia come avverrà questa rivoluzione perché in realtà credo che tutti noi ci siamo ormai abituati al digitale, che fa parte ormai da tempo della nostra professione. 

Pensa che ci sarà presto un così detto “Svuota Carceri” ? 

- Non credo proprio. Le strutture carcerarie sono e resteranno al collasso perché quello che serve veramente è un provvedimento di clemenza di condono come quello del 2006. Solo cosi si potrà affrontare il problema del sovraffollamento carcerario con tutte le sue abnormi conseguenze.

 

 

(Intervista rilasciata al giornalista E. Genoni il 19.04.2023)